Lettera a Valerio Evangelisti

Lettera a Valerio Evangelisti

Lettera a Valerio Evangelisti, due giorni dopo la sua morte

Caro Valerio, a mente fredda, visto che son già passati due giorni, dobbiamo dire anche noi che te ne sei andato, ma con parole diverse, ché il necrologio ormai l’han scritto tutti. E poi a cosa servirebbe un interminabile elenco di cose, di libri, di eventi? Per ricordare quel che hai fatto basta un riassunto di vita estrapolato da Wikipedia, che magari lo metto in calce, tanto per far vedere che maneggio bene il copia – incolla, la tecnica del moderno giornalista. Valerio Evangelisti l’ho conosciuto quando scrivevo horror (pare un secolo fa, ma Orrori tropicali, Nero tropicale e Fame son titoli miei) e su Carmilla di tanto in tanto parlavano delle mie cose; lui era un generoso, sempre disponibile, si faceva persino intervistare per Il Foglio Letterario, scriveva recensioni per i nostri autori come se fossero davvero importanti. Ce ne fossero scrittori di successo che non se la tirano come Valerio il mondo sarebbe migliore, invece siamo circondati da persone che neppure ti ringraziano se fai la recensione di un libro o parli di un film, come se tutto fosse dovuto. Valerio era uno così disinteressato del lato economico della letteratura che ai piccoli editori i racconti non li faceva mica pagare, li regalava, poi dava consigli, incoraggiava a far meglio, partecipava ai premi letterari banditi da associazioni come giurato, insomma teneva in cuore il sacro fuoco delle lettere e dispensava il sapere a tutti, a prezzi modici. Un Socrate dei tempi moderni, lo definirei, oltre che un grande scrittore di fantastico, uno che s’impegnava politicamente e che prendeva posizione sulle cose, si schierava senza alcun timore; uno sincero e schietto, da rispettare sempre, anche se la vedevo in modo opposto, come nel caso di Cesare Battisti. Valerio Evangelisti era malato da tempo, purtroppo, sapeva che la sua corsa era vicina al traguardo, impiegava gli ultimi giorni a scrivere, a redarre un corpus letterario invidiabile, tradotto in tutto il mondo. Caro Valerio, adesso che non ci sei più, resteremo senza un punto di riferimento, privi di un faro nella notte, di un segnale che orienti povere tastiere. Puoi star sicuro che non ti dimenticheremo.

                                                

Gordiano Lupi

Valerio Evangelisti (Bologna, 20 giugno 1952 – 18 aprile 2022) è stato uno scrittore, saggista e fumettista italiano. È stato uno dei più noti scrittori italiani contemporanei di fantascienza, fantasy (in particolare low fantasy) e horror. Conosciuto soprattutto per il ciclo di romanzi dell’inquisitore Nicolas Eymerich e per la trilogia di Nostradamus. L’opera di Evangelisti, a cavallo dei generi più disparati, può esser fatta rientrare nel filone del New weird italiano, dotato di caratteristiche autonome rispetto al filone anglosassone. Evangelisti ha riconosciuto l’appartenenza di alcune sue opere al corpus letterario definito New Italian Epic. Ha scritto saggi e romanzi storici. Ha avuto una militanza politica nella Federazione della Sinistra. Direttore e fondatore della rivista letteraria Carmilla on line.

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