Collana Letteratura Cubana Contemporanea
ETA'
DI PAURA AL FREDDO - William Navarrete |
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€
12,00 - Pag. 120 |
Nella poesia di Navarrete incontriamo molte influenze classiche che risentono di una contaminazione europea, moresca e mitologica. Navarrete è di sicuro allievo di José Lezama Lima, il più grande poeta cubano di tutti i tempi e incontra nella eredità ellenica e nei miti dell’Europa antica, il punto di partenza del suo proprio linguaggio immaginario. La forma ricercata delle liriche e il modo di esprimersi così pieno di sentimento rivelano la radice caraibica dell’autore. William Navarrete (Cuba, 1968).
Scrittore, saggista e critico d’arte.
ALCUNI ASSAGGI DELL'OPERA
CANAL GRANDE
Mi sono guardato nello specchio delle tue acque al passaggio delle barche e ti ho visto nell’onda che s’infrange prima di accarezzarti. Avevi da cortigiana la loggia aperta, da bambina abbandonata lo sguardo perso, da casta diva il sereno riso, da giovane sposina il velo che sei solita alzare ogni mattina nascondendoci il tuo viso. Di tante cose avevi un infimo dettaglio che ti credevo mia! Mi guardasti dal cristallo delle tue sembianze attraversarti innamorato e nascondesti i miei occhi nel niente.
FUGHE
Cronologicamente sono stato: figlio, estraneo, profugo. Nato dal suo ventre di calce bianca le tue ali mi buttarono in mare, pinne misteriose ancorarono il mio volo, due braccia accarezzarono la mia fronte. Rarefatta, l’aria che mi trascinava asciugò l’onda, regalo di una madre generosa, brama di oceani e navigatori. Torbida, una goccia salata bagnò la terra, frivolo omaggio di benvenuto, sorriso di erranti. Raffreddato, il caloroso abbraccio mi portò gli odori delle tue viscere materne, respiro di due. Retrospettivamente sono: profugo, estraneo, figlio.
(Traduzione dallo spagnolo di Ilaria Gesi) |
