La morte del Preside di un noto
liceo di Bergamo manda nel panico e nella vergogna collettiva
i cittadini di Roncola, un paesino della Provincia lombarda.
Il corpo viene ritrovato nudo e con un velo di liquido spermatico
rappreso sulle mani e sulle pelvi, che farebbe ipotizzare un vizio
di pratiche autoerotiche. Questa ipotesi, oltre a scatenare l’ira
e la maledizione del parroco del paese, che si rifiuta di celebrare
la messa funebre, non convince il commissario Gribaudi, al quale
tocca indagare per accertare le cause di quella morte sospetta.
A San Pellegrino, intanto, un altro paese delle valli bergamasche,
compare Tilde la quale si introduce nella casa del professor Ruggeri,
insegnante in pensione dello stesso liceo bergamasco, e si fa
assumere come governante. E’ attraente la donna. Ha più di cinquant’anni,
ma il fascino del suo corpo sinuoso la fa apparire ancora molto
bella e attraente. E’ stata allieva del professore, trent’anni
prima; ma il tempo trascorso, i cambiamenti fisici, non rendono
l’ombra di un dubbio per un riconoscimento piuttosto remoto.
Nel silenzio della stanza la governante ripensa ai suoi occhi
che la scrutavano e la spogliavano quando sedeva tra i banchi
del liceo. Lo odia ora come allora.
E’ stata in carcere la donna, accusata di omicidio del suo figlioletto
appena nato, avuto dal rapporto scandaloso con un giovane insegnante
dello stesso liceo, che amava e da cui era riamata Dopo il parto,
però, l’amato scompare, portando con sé il bambino, sottraendolo
alla madre, che non lo vedrà mai più. La ragazza subisce un processo
e la condanna a trent’anni di carcere, accusata dai suoi stessi
insegnanti che testimoniano contro di lei.
Adesso è tornata in libertà per dare fondo a tutta la violenza
che ha accumulato nei confronti dei suoi carnefici: il vecchio
preside, l’insegnante di scienze e l’anziana insegnante di storia.
Poi tocca al suo insegnante di storia dell’arte. Altri sono morti
di morte naturale, prima che Tilde potesse compiere la sua efficace
vendetta.
Ma il commissario Gribaudi mette insieme le tessere di quel mosaico
mortale e si inoltra su una strada investigativa che lo porterà
all’incontro con la governante.
Il finale lascia posto ad un’inaspettata forma di pietà, che non
ammette perdono e neanche rimorsi.
Il noir, al di là delle atmosfere cruente, è anche l’immagine
di un mondo scolastico che è incapace di far fronte alle urgenze
di chi la frequenta.
Antonio G. D’Errico,
scrittore e sceneggiatore teatrale, televisivo e cinematografico.
Premio Speciale Pavese con il romanzo Testimoni d’Amore, commento
critico di Mons. Luigi Bettazzi.
Con la prefazione di Ernesto Olivero del Sermig della Pace di
Torino, pubblica il romanzo A piedi scalzi, sulla vita e le opere
di Don Innocenzo Ricci, prete di strada, (Piemme 1999).
Coautore con Donato Placido del romanzo Montalto. Fino all’ultimo
respiro, diario sentimentale (Giuseppe Laterza, 2000) Premio Pavese,
edizione 2002.
Nel 2005 pubblica il romanzo Al Sahara, che si pregia della presentazione
del poeta e scrittore iracheno Younis Tawfik.
Nel 2008 è uscito per le edizioni F.lli Frilli il thriller Il
Discepolo, ispirato al mondo dei giovani, e in particolare al
mondo nascosto delle sette sataniche.
Coautore con Eugenio Finardi della biografia Spostare l’Orizzonte,
come sopravvivere a quarant’anni di vita rock (Rizzoli, 2011).