Collana Cinema
IL
CINEMA DI DON SIEGEL - a cura di Fabio Zanello |
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ISBN
9788876063350 |
€
16,00 - Pag. 330 |
Chi è stato
veramente Don Siegel? Un sperimentatore delle strategie testuali
ed espressive nel poliziesco cinematografico? Un regista dalle mille
sfaccettature che ha compreso ante litteram il potenziale del medium
televisivo? Un abile direttore d’attori che con la sua presenza
demiurgica ha spesso detronizzato i suoi divi nella messinscena
cinematografica? Un polo catalizzatore delle fobie americane del
dopoguerra in ambito filmico (L’invasione degli ultracorpi e Faccia
d’angelo)? In mezzo secolo di carriera questo regista mitizzato
da maestri della cinecamera come l’allievo Clint Eastwood, suo interprete
prediletto, ha lasciato degli interrogativi, dando vita a una filmografia
colma di titoli “storici”, che vengono qui analizzati nei saggi
di Francesco Asaro, Aurora Auteri, Alessandro Baratti, Beniamino
Biondi, Massimo Causo, Sebastiano Cecere, Federico De Zigno, Fulvio
Fulvi, Mario Gerosa, Gabrielle Lucantonio, Matteo Lolletti, Mario
Molinari, Domenico Monetti, Michelangelo Pasini, Michele Raga, Silvana
Zancolò, Fabio Zanello e Massimo Zanichelli. |
| Siegel
ha modificato il corpo testuale dei polizieschi e Friedkin e Mann
sono suoi figli per i debiti accumulati nei confronti del maestro
, per le strategie di rappresentazione da loro perseguite, dopo
aver visionato gli archetipi del regista di Dirty Harry. Si tratta
dunque di focalizzare hic et nunc le specificità che contraddistinguono
la sua poetica. Non sappiamo se fra le sue letture rientra anche
“Della finzione” di Roger Odin ma per il regista rinnovare gli elementi
testuali del poliziesco, della fantascienza e del western, voleva
dire leggere non un saggio ma piuttosto la società, con un’attenzione
ai fermenti sociali, ai movimenti e alle dinamiche fra le classi,
alle novità del linguaggio quindi mostrando una certa preferenza
per la polifonia, anche per introdurre un approccio cronachistico
al genere. Lo provano titoli come Rivolta al blocco 11, Dollari
che scottano, Faccia d’angelo, L’inferno è per gli eroi, Squadra
omicidi sparate a vista!, Il pistolero e Fuga da Alcatraz che riescono
nell’intento di essere non solo operazioni d’ intrattenimento per
il grande pubblico ma colme di sottotesti. L’identità dei film di
Siegel è quello di aver dato vita ad un’infinità di paratesti nel
cinema americano del dopoguerra, capace di contestualizzare al meglio
la realtà americana del tempo con tutti i suoi splendori e le sue
contraddizioni, come avviene spesso nei film realizzati in periodi
difficili centrati su anti-eroi come i detenuti Dunn e Morris, il
mezzosangue Pacer, il medico Miles Bennel, il poliziotto Madigan,
lo sceriffo metropolitano Coogan, il soldato nordista Jonathan,
l’ispettore Harry Callahan e il rapinatore crepuscolare Charley
Varrick.
Fabio Zanello (Torino, 1969) è giornalista pubblicista e fiduciario del SNCCI Gruppo Piemonte/Valle D'Aosta. Ha pubblicato e curato monografie su Tomas Milian, Sam Raimi, Tobe Hooper, Enzo G. Castellari, quest'ultima in collaborazione con Gordiano Lupi - prima che uscisse in tutto il mondo Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino – oltre a volumi su “C’era una volta il West” di Sergio Leone, Mel Gibson, Johnnie To, Shinya Tsukamoto, Michael Winner e Christopher Lee. |
