Fabio Strinati ospita le recensioni di Frank Iodice

La percezione dei colori, Valentina Mandraccio (Eretica Edizioni) – Recensione

La domanda che uno studente pone al professor Fermi (“fermi”, più di nome che di fatto) è: “il colore si identifica come una proprietà degli oggetti o della luce?” Quando un libro inizia con delle domande, dei dubbi, arriverà di sicuro a delle risposte, o meglio, aiuterà il lettore a trovare le sue. È il caso de La percezione dei colori, di Valentina Mandraccio, classe ’87, una filosofa, come si evince dalla costruzione dei dialoghi e dalla scelta dei campi semantici.

Un racconto di vite divise in colori. Il primo è proprio il nero, per antonomasia assenza di colori, che dà il titolo al capitolo in cui il professorone fa la sua “introduzione al mondo della luce e dei colori”. Un’introduzione che funge da presentazione al libro stesso e ci insegna già qualcosa su questo mondo: il nero non è assenza di colori, ma di luce.

E va avanti così la costruzione del testo, diviso in colori, ognuno dei quali rivela una storia, un ritaglio di vita preso a caso dalle innumerevoli combinazioni di colori di cui è fatta. Altri esperti e altri avventori, anziani e discepoli, dottori e pazienti, vite comuni al cospetto della “conoscenza”, socraticamente, ci accompagneranno alla fine dell’arcobaleno, dove la somma delle loro storie, riassunta nel bianco, ci restituirà la consapevolezza che, senza, saremmo bestie, animali affamati di rosso e basta. Un elogio quindi all’intelletto dell’essere umano, rappresentato dalla scala cromatica e dalla stessa capacità di interpretarla, propria delle menti più curiose e, per l’appunto, meno animalesche.

Malasorte, Laura Corsini, Mario Gregu (Eretica Edizioni) – Recensione

Gesuina vive col padre Quirico detto Chilgu in solitudine in uno stazzo nel nord della Sardegna, quando un giorno arriva dalla Corsica un bambino di nome Mariù. Inizia così il racconto di Mario Gregu, tramandato oralmente e per la prima volta diventato un testo scritto, introdotto dalla penna elegante di Laura Corsini.

La cornice è quella di “Padre padrone”, della Sardegna arida e inaccessibile, isola mai realmente conquistata e dominata, una testa dura quella dei sardi, come quella delle capre che si arrampicano sulle sue rocce. “Mi chiamo Mario e sono un uomo che ha vissuto un’infanzia e una adolescenza travagliate”. Inizia così questa splendida narrazione, autobiografica eppure epica al tempo stesso. Una mappa precisa, come succede nei bei libri di narrativa con cui siamo cresciuti, e della terra che calpestano i personaggi, perché il peso di quei passi si senta ancora oggi quando ci si trova davanti alla stessa casa o allo stesso prato. Perché è così che si “impara una regione”, non con i libri di geografia, che descrivono solo di quanti ettari è fatta. Libri come questo ci “insegnano” una regione, le sue ragioni, il suo passato che l’ha fatta e rifatta, come il pane impastato dalle mani dell’uomo, come la sabbia spostata dal vento e dal mare.

Il racconto diventa resoconto, testimonianza di fatti realmente accaduti e mai risolti. Gregu viene ritrovato morto con il fucile accanto e Mariù accusato dell’omicidio e rinchiuso all’Asinara. E da questo momento il dovere di Mario è quello di raccontare, di riportare a noi la verità, come fa il vero narratore rispettando il suo ruolo nella società, la ragione del suo mestiere.

Una storia coinvolgente, ben scritta e ben raccontata. Un invito anche a riflettere su quello che è stato il periodo di sequestri in Sardegna negli Anni ’80 e su come, per interesse e corruzione, una persona innocente può finire “dentro” da un giorno all’altro.

Muraiola, Francesca Panarello (Eretica Edizioni, Quaderni di Poesia) – Recensione

Una silloge poetica divisa in tre parti e due appendici, un elogio alla vita e alla natura, quella natura spietata eppure accogliente della Sicilia arida al sole e delle piante perennemente assetate, quella di Francesca Panarello. Uno dei temi è l’incomunicabilità che può diventare comunicabilità se fa appiglio alla ricchezza interiore impoverita dalle attuali politiche dell’odio.

L’immagine, forse l’odore di “una minestra antica e genuina” ci apre la porta all’universo di sensi e di ricordi, di passato dimenticato, violentato dall’uomo moderno. Una “casa al faro” che ci ricorda la gita al faro di Virginia Woolf, rappresenterà non solo la ricerca di una casa, di un riparo dell’anima, ma di un io interiore troppo spesso confuso con quell’io collettivo e uniformante. I termini ricercati, la ricchezza della parola e del pensiero ci conducono per mano alla consapevolezza che nulla può distruggere la bellezza della natura intorno a noi e dentro di noi. Basta lasciarsi trasportare dai versi o dalla vita stessa, senza darle un titolo né una definizione precisa, perché la vita è questa, è “un effimero volo nel tempo” e niente più.

Un elogio al ricordo si cela inoltre in queste liriche, un ricordo fatto di “sferragliare di treno” e “voci del mare”, che porta con sé la solitudine del presente, sempre troppo corto e inenarrabile per colpa delle maledette emozioni che deformano ogni cosa.

La muraiola ce lo insegnerà, “campestre e vagabonda” saprà condurci con la perizia del rettile lungo quella parete orizzontale che ci unisce al passato e ai nostri ricordi bruciati dal tempo e dall’attesa spasmodica del futuro, quasi sempre inutile. Perché la muraiola porta con sé un “enigma” vecchio come l’essere umano: da dove veniamo e dove siamo diretti? Un enigma cui non daremo una risposta, ma con cui sapremo convivere con più serenità dopo la lettura di poesie come queste, che hanno il merito di farci riflettere su temi così antichi e così profondi.

BIOGRAFIA

Frank Iodice è uno scrittore di origini napoletane, vive tra la Francia e gli Stati Uniti da circa vent’anni ed è autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui ricordiamo: La meccanica dei sentimenti(2018), Matroneum (2018),Un perfetto idiota(2017), Le api di ghiaccio(2014),La Catedral del Tango (2014). Oltre 10.000 copie del suo Breve dialogo sulla felicitàsono state distribuite gratuitamente nelle scuole.

Il suo sito è: www.frankiodice.it

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