Fabio Strinati presenta Michela Zanarella

Fabio Strinati presenta Michela Zanarella

I versi di Michela Zanarella giocano a rincorrersi in uno spartito di vita tutto in chiaroscuro, dove luci e ombre sembrano assomigliarsi lasciando nell’aria l’esperienza di una vita vissuta nel calore di un abbraccio costruito per intero. La Natura assume varie forme come a dirci che anche noi viviamo ancorati ai molteplici colori di un’esistenza in continuo movimento; una metamorfosi voluta scientemente, un rito illimitato che prende vita dipanandosi ad ogni rintocco del granello sulla clessidra! Ogni parola brilla di luce propria così come ogni lettera, sembra nascere e morire in un angolo privato del suo stesso significato. Il tempo, viene visto come un luogo sfuggente, frenetico, impegolato in quel suo flusso metodico capace di scandire ritmi e suoni all’interno di un’anima volubile e tormentata ma viene anche cercato e scandagliato… le speranze che si susseguono, il silenzio così tombale e asciutto che aleggia costantemente nel cuore di Michela è un silenzio consapevole e solista, un pentagramma di note da cui attingere poesia terapica e floridi i suoni di una sensibilità che risplende eterna, come eterna sarà sempre l’alba e la forza di un foglio sulla penna. (Fabio Strinati)

La terra dice
che abbiamo il senso del cielo negli occhi e che dietro all’eco del sole
si fa mattino anche nel cuore.
Mi pare di sentirla la terra
che ci aiuta a respirare insieme
e a fare nostre le nuvole
e le voci del vento.
Se puoi seguimi
in questo silenzio
che ci tira l’anima
come l’onda sullo scoglio
e non pensare al tempo
come a una condanna
che frena le orme del destino. Affidati anche tu
alla luce che scalda
e riempie la vita.
Dimentica la memoria
di quando fa notte
nel corpo e nello spirito
e prova a ricordare l’amore
che ho lasciato accadere
come un’alba tra di noi.

*
Forse avresti voluto più tempo

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per raccogliermi il respiro
e per guardarmi ancora negli occhi come se dentro ci fosse scritto il codice per provare a spogliare i miei pensieri. Ti ho aspettato
come quando si sceglie un mattino per ricominciare.
Poco importa quanto è durata l’attesa ho strappato tutte le ombre
che stagnavano nell’anima
ho lasciato un ultimo sguardo
alla polvere caduta nel cuore
e senza macchiarmi troppo
del riflesso del passato
ho fatto dire alle mie mani
cosa significa riempirsi
le dita di silenzio.

*

C’è da chiedere ascolto al cuore
e far parlare ancora una volta
le mani
solo così non avremo bisogno
di difenderci gli occhi dall’amore
e potremo cominciare
a scartare i silenzi che non servono. Decideranno le dita
come scavalcare centimetri di pelle prima di portare il corpo
fuori dal corpo
a dimenticare l’ordine del tempo. Ci troveremo le vene in fiamme
e proveremo cosa significa toccare il cielo
fidandoci di un mattino di sole come di un sogno da salvare.

……………….

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013), Tragicamente rosso (2015), Le parole accanto (2017). In Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidenţe (2015). Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro, è redattrice di Periodico italiano Magazine e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi e giapponese. Ha ottenuto il Creativity Prize a l Premio Internazionale Naji Naaman’s 2016. E ’

ambasciatrice per la cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. E’ speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Collabora con EMUI_ EuroMed University e si occupa di relazioni internazionali.

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