Gordiano Lupi - Fare cultura a Piombino

Gordiano Lupi – Fare cultura a Piombino

Da un po’ di tempo a questa parte mi chiedo cosa significhi fare cultura a Piombino. Me lo chiedo perché vivo a Piombino, se fossi di Suvereto mi chiederei il senso di fare cultura a Suvereto. Sì, perché pare che molti scambino quel che un tempo si chiamava fare cultura con il panem et circenses degli antichi Romani, ritenendo che dare al popolo cibo e motivi di divertimento sia sufficiente a fare cultura. Esempi presi a caso nella recente letteratura possono essere ruote panoramiche disposte in piazze di per sé panoramiche ma anche piste sul ghiaccio allestite in zone da tempo degradate. Quando arriva l’estate, invece, fare culturapotrebbe corrispondere a predisporre un cartellone di eventi ad alto costo, invitando scrittori famosi (meglio se televisivi) a parlare dei loro libri più recenti, organizzando concerti con nomi importanti, il tutto ricorrendo a nomi rigorosamente non locali (salvo eccezioni). Tutto è opinabile, così come ogni idea in fatto di cultura è valida. Il fine giustifica i mezzi, diceva Machiavelli. Il buon principe governa secondo il vento che tira, assecondando il popolo, pure negli istinti peggiori. Basta fare i conti con la cassa e far quadrare il bilancio. Resto convinto che fare cultura in provincia significhi soprattutto dare opportunità a chi lavora per esprimere il proprio talento vivendo la sua provincia e cercando di valorizzarla. Il Foglio Letterario si occupa di editoria dal 1999, pubblica una rivista letteraria (scaricabile gratuitamente sul sitowww.ilfoglioletterario.it), compie un costante lavoro da talent – scout (non solo a livello locale), lanciando nel mondo editoriale autori che in molti casi raggiungono traguardi importanti. Non serve fare nomi, in questa sede. Il Foglio Letterario ha portato il nome di Piombino al Premio Strega per ben 10 volte, con autori selezionati e con libri ambientati nella nostra zona di residenza. Il Foglio Letterario ha pubblicato in oltre vent’anni di attività libri su storia, leggende, cucina, usanze e tradizioni di Val di Cornia e Isola d’Elba, oltre a un numero consistente di romanzi e racconti ambientati nel nostro territorio. Tutto questo per dire che in questo periodo storico il nostro modo di fare cultura in provincia e di intendere la cultura letteraria – fatta di ricerca e scoperta di nuovi talenti – non riceva la benché minima considerazione da parte chi amministra la cultura. Tutto questo per dire che ci sentiamo soli e abbandonati da chi dirige la cosa pubblica senza un minimo di rispetto per chi lavora a un obiettivo che dovrebbe essere condiviso. Tutto questo per dire che – vada come vada – non ci fermerete. Arrivati a questo punto neppure la vogliamo la considerazione istituzionale. Quel che ci interessa è poter continuare a lavorare nell’interesse del territorio, predisponendo eventi letterari e pubblicazioni, autofinanziate, perché gradite dal pubblico, che non hanno alcun bisogno del sostegno pubblico. Fare cultura a Piombino, a mio parere, è un qualcosa che passa molto distante dalle stanze del potere, perché la vera cultura è sovversiva. Restiamo in attesa di tempi migliori.

Gordiano Lupi

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