Gordiano Lupi - Il parco degli eucalipti

Gordiano Lupi – Il parco degli eucalipti

Il parco degli eucalipti è a Salivoli, piccola Combray di periferia, non luogo d’un bastardo posto, giardino cadente nel villaggio di via Cavalleggeri, dove non ci sono stalle né puledri ma solo cani che latrano e cicale che cantano in un sottofondo di grilli. Il parco degli eucalipti è un ricordo d’infanzia, tra scivolo distrutto e dondolo ossidato, due pancacce in legno tarlato, scacazzate di gabbiani e un pino antico sopra una siepe ridente di pitosforo. Il parco degli eucalipti è la mia fuga (temporanea) dal mondo, dove leggere pagine di Proust, riscaldato dal sole del mite inverno maremmano. Seduto sulla panchina più distante, ritagliata tra case e pensieri, scorgo un boschetto d’oleandri dove mano umana s’è inventata un mondo che ricorda Alice, ché il paese delle meraviglie son cicogne e fenicotteri, pavoni, uccellini colorati e porcellane, disseminati a caso nel giardino del villaggio operaio. Un immenso centro commerciale sorveglia la scena, abbozza un sorriso, apre porte meccaniche, gente che va, gente che viene, borse cariche, comprano di tutto, merci e tristezza siam diventati, c’è poco da fare. Tra poco sarà primavera, sembra dire, come in un vecchio romanzo di John  Fante. E tu aspettala, anche se non sei Bandini. Aspettala in silenzio.

Gordiano Lupi

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