Gordiano Lupi – Il ritorno della commedia balneare

Sapore di mare (1983)

Sapore di mare 2 – Un anno dopo (1983)

Il ritorno della commedia balneare

Sapore di mare (1983)

Regia: Carlo Vanzina. Soggetto e sceneggiatura: Carlo ed Enrico Vanzina. Fotografia: Beppe Maccari. Musiche: Edoardo Vianello e Mariano Perrella. Scenografie: Fiorenzo Senese. Costumi: Silvio Laurenzi. Montaggio: Raimondo Crociani. Assistente alla regia: Bruno Cortini. Produzione: Claudio Bonivento per International Dean Film. Distribuzione: Medusa. Interpreti: Jerry Calà, Christian De Sica, Karina Huff, Virna Lisi, Angelo Cannavacciuolo, Marina Suma, Isabella Ferrari, Paolo Baroni, Angelo Maggi, Gianni Ansaldi,  Guido Nicheli, Giorgia Fiorio, Giorgio Vignali, Gianfranco Barra, Annabella Schiavone, Enio Drovandi, Ennio Antonelli ed Edoardo Vianello.

Sapore di mare 2 – Un anno dopo (1983)

Regia: Bruno Cortini. Soggetto: Carlo ed Enrico Vanzina. Sceneggiatura: Cesare Frugoni e Bruno Cortini.  Fotografia: Blasco Giurato. Musiche: Gianni Boncompagni. Montaggio: Alberto Gallitti. Scenografie: Gualtiero Caprara. Costumi: Silvio Laurenzi. Produzione: Pio Angeletti e Adriano De Micheli per International Dean Film. Distribuzione: Medusa, Avo Film e Panarecord. Interpreti: Eleonora Giorgi, Mauro Di Francesco, Isabella Ferrari, Massimo Ciavarro, Gianni Ansaldi, Karina Huff, Giorgia Fiorio, Paolo Baroni, Angelo Maggi, Angelo Cannavacciuolo, Pascale Reynaud, Anna Pettinelli, Enio Drovandi, Gianfranco Barra, Annabella Schiavone, Ennio Antonelli, Ugo Bologna, Giorgio Vignali, Little Tony, Gino Paoli, Francesca Ventura, Annamaria Torniai, Renato Baldini e Giovanni Tamberi. 

Sapore di mare (1983) rappresenta il ritorno in grande stile della commedia balneare anni Cinquanta, un film dolceamaro ambientato nell’estate del 1965 a Forte dei Marmi, luogo esclusivo per l’alta borghesia milanese. Le riprese del film si svolgono in gran parte a Ostia e Fregene, solo poche scene vengono girate a Viareggio e in Versilia, soprattutto quelle che si svolgono alla stazione ferroviaria. L’anno esatto di ambientazione è il 1965 – alcuni parlano del 1964 – ma  la vicenda potrebbe svolgersi in uno qualunque dei primi anni Sessanta. Una sequenza del film conferma che siamo nel 1965, perché da una radio abbandonata sulla spiaggia un annunciatore interrompe la trasmissione Bandiera Gialla per comunicare che Felice Gimondi ha vinto il Tour de France. 

Sapore di mare è una commedia balneare dove le donne rivestono un ruolo preponderante ed è vero che i ruoli femminili della pellicola non si dimenticano. Marina Suma è la dolce e malinconica Marina, Karina Huff interpreta Susan, un’inglesina aperta a ogni esperienza per migliorarsi, Isabella Ferrari, bionda dagli occhi azzurri, incarna la bellezza classica, Virna Lisi, nei panni di Adriana, è la seducente quarantenne che tenta di conquistare un ragazzino. 

I Vanzina sono al nono film in carriera e colgono nel segno centrando un primo grande successo, un vero e proprio Italian Graffiti che ci riporta indietro di quasi vent’anni, al ritmo delle canzoni alla moda e seguendo il cliché delle vacanze al mare in Versilia. Si tratta di un vero e proprio film – revival, inserito nel contesto di una riscoperta musicale degli anni Sessanta. Nella commedia balneare la musica è fondamentale perché conferisce ritmo al film. I Vanzina scelgono bene la colonna sonora rispolverando una serie di successi che tornano di moda e inaugurano una florida stagione di revival canoro. Un altro elemento della commedia balneare sono le belle ragazze e i personaggi di estrazione sociale diversa che riflettono in agrodolce sul senso della vita. Gli elementi fondamentali della commedia balneare sono gli amori, il rapporto uomo – donna, i tradimenti, gli scherzi sul mare, il sole, la libertà selvaggia e un pizzico di malinconia quando l’estate finisce e si torna alle occupazioni ordinarie. 

Una delle prime commedie balneari è Domenica d’agosto (1950), di Luciano Emmer, vero e proprio capostipite dei film ambientati sulla spiaggia. L’ombrellone (1965) di Dino Risi racconta una serie di storie collegate sulla spiaggia di Riccione, basate su eventi familiari, volti di persone e avventure amorose. Incontriamo personaggi diversi come il letterato Lelio Luttazzi, il marito sempliciotto Enrico Maria Salerno e la svampita affascinante Sandra Milo, che danno vita a una commedia che racconta l’Italia del tempo. Un ritratto perfetto della spiaggia italiana e di un’estate al mare che Dino Risi definiva “l’orrenda estate italiana”, ma anche “l’estate come una guerra”. Per questo il film termina con citazioni di incidenti stradali e con un annunciatore che rassicura: All’ovest niente di nuovo. Il sorpasso (1962) di Dino Risi è un altro film importante, più ambizioso e realistico, ma narrato con toni da commedia nonostante il tragico finale. Gassman e Trintignant sono due persone diverse che per vincere la solitudine si ritrovano unite in un giorno di agosto che presenta un sottofondo di canzoni alla moda di Edoardo Vianello. I mostri (1963) di Dino Risi contiene alcuni elementi di commedia balneare, ma su tutti va citato il rapido piano sequenza immagini – musica che vede legare in una non voluta stretta di mano Gassman e Tognazzi. La scena viene citata in maniera esplicita da Bruno Cortini in apertura di Sapore di mare 2 – Un anno dopo. Possiamo ricordare altre commedie balneari come Ultima spiaggia (1977) di Dino Risi, Rimini Rimini (1987) di Sergio Corbucci, senza dimenticare un ottimo Casotto (1977) di Sergio Citti, commedia irriverente e sgradevole, ma ambientata a Ostia.  

Sapore di mare dei Vanzina è una commedia balneare che rispolvera la vecchia musica di Vianello e le atmosfere di un cinema del passato. È un film autobiografico capace di narrare sensazioni ed emozioni legate alle vacanze a Castiglioncello che trascorrevano i due figli di Steno. Siamo negli anni Sessanta, in pieno boom economico, tra la musica di Rita Pavone ed Edoardo Vianello, ragazze, mare e divertimenti. Sapore di mare è un film furbo, ma sincero, non prende in giro lo spettatore, racconta la Versilia, anche se viene girato quasi completamente a Ostia.  

La storia vede protagonisti un gruppo di ragazzi di buona famiglia che passa le vacanze estive a Forte dei Marmi. Più che raccontare la trama vediamo di conoscere i personaggi che rappresentano un quadro della borghesia italiana anni Sessanta. I due marchesini Pucci (Baroni e Maggi) parlano in coro, dicono e fanno le stesse cose e sembrano usciti da un quadro del salotto buono di casa, parafrasando una battuta di Jerry Calà. Maurizio (Vignali) è un romano piuttosto stereotipato che pensa soltanto a mangiare. Gianni (Ansaldi) è un genovese intellettuale, molto di maniera, che legge Fitzgerald, Proust, Bevilacqua, Moravia, preferisce i libri ai giochi da spiaggia e si invaghisce di una bella quarantenne (Lisi). Selvaggia (Ferrari) è la fidanzata di Gianni, bella ma anonima, soprattutto con poca personalità. Giorgia (Fiorio) è la ragazzina del gruppo e ancora non vive intrighi amorosi. Abbiamo la famiglia milanese dei Carraro, con Ugo Bologna nei panni del commendatore che sopporta una moglie impossibile. I figli del commendatore sono Luca (Calà) e Felicino (De Sica) che conducono il film da protagonisti, pure se la storia è ritagliata sulla vis comica di Jerry Calà, molto popolare tra gli adolescenti. Luca passa il tempo facendo scherzi mancini al bagnino Ennio Antonelli, caratterista romano doppiato in un toscano troppo fiorentino. Felicino conduce a Forte dei Marmi la sua ultima fiamma, l’inglesina Susan (Huff), che finisce in diversi letti, prima di far innamorare Paolo (Cannavacciuolo). Al Forte c’è anche la famiglia napoletana dei Pinardi, che di solito va a Ischia, ma questa volta sceglie la Versilia. Gianfranco Barra è il padre, Annabella Schiavone la madre, mentre i figli sono Marina Suma (Marina) e Angelo Cannavacciuolo (Paolo).  Enio Drovandi è Cecco, il fotografo che immortala scene piccanti e risse. 

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Sapore di mare è il classico film corale che così bene riesce ai Vanzina, bravissimi a intrecciare le storie dei singoli protagonisti con un sottofondo musicale indimenticabile. Il film è un incedere di scherzi, gag, amori da spiaggia, tradimenti, passioni e sogni proibiti. 

Luca corteggia Marina ma non ha intenzioni serie, lei invece si innamora e ne resta scottata. Susan passa da un uomo all’altro e alla fine si rende conto che Paolo è innamorato cotto di lei. Gianni perde la testa per la matura Adriana (Lisi), diventa amico del marito (Nicheli) e mette in crisi il rapporto con Selvaggia. Il vero finale arriva quasi vent’anni dopo, nel 1982, alla Capannina, in un breve epilogo che fa conoscere il destino dei personaggi. Il fotografo Cecco (sposato) ritrova i vecchi amici. Paolo e Susan sono marito e moglie, Gianni è single, Selvaggia ha una storia fallita alle spalle e Marina (sposata) ritrova Luca, il grande amore. Gianni chiede a Selvaggia se un giorno potranno vedersi, ma si legge dai loro occhi che non sarà possibile perché troppe cose sono cambiate. Luca in un primo tempo non riconosce Marina, poi si ricorda e le scrive un biglietto per farsi perdonare: “Questo biglietto vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto. A proposito, sei sempre la più bella…”. Il finale è la cosa migliore del film. Una nota di rimpianto conclude la storia. Luca e Marina si scambiano un saluto amaro e si rendono conto di aver perduto l’occasione per seguire la strada del vero amore. Celeste nostalgia di Riccardo Cocciante è la musica più adatta alla circostanza, come simbolo di una giovinezza passata che non può tornare. I protagonisti di un’estate di tanti anni fa non sono più gli stessi: il passare del tempo li ha cambiati dentro. 

Sapore di mare è un film che vive di musica e di personaggi indimenticabili, pure se spesso tratteggiati in maniera fumettistica. Jerry Calà è il vero mattatore, attore al massimo del successo, interpreta il solito playboy da strapazzo che colleziona conquiste ma non si compromette. Notevoli alcune battute tipiche di una comicità sempre sopra le righe. Nelle prime sequenze festeggia a champagne il ritorno del fratello Christian De Sica. Il padre Ugo Bologna non gradisce: “Uè, deficiente, vuoi smettere di fare l’Aga Khan coi soldi di tuo padre?!”. E lui di rimando: “Oh, matusa, ma come: il brother torna dopo un anno e tu fai il barbone? Va bè, dai, fammi un prestito e te li rendo quando becco l’eredità!”. In una scena successiva, alla Capannina, rivolto a Christian De Sica: “Ehi, my brother fratellone, c’è un gran movimento stasera giù in Capanna…sembra il figodromo di Monza!”. Ai marchesini Pucci: “Significa che siete due mummie… Marchesini Pucci, va bene che siete dei nobili ma la mattina cercate di scendere dal quadro di famiglia, per piacere!”. Pure Virna Lisi apostrofata come “la tigre del materasso” non è male e anche l’espressione a doppio senso: “Fatti un panino con la coppa… Davis!” rivolta all’amico fissato con il tennis va ricordata. “Domani è un altro giorno si vedrà”, cita una canzone di gran moda in risposta a un bullo di paese che lo sfida. Notevole la modifica alla canzone Stessa spiaggia stesso mare, cantata da Piero Foccaccia: “Per quest’anno, non cambiare: vengo al mare per ciullare. E, come l’anno scorso, c’è il pirla del bagnino!”. Gli scherzi al bagnino sono una costante del film, ricordano la vecchia pochade e si concludono quasi sempre con il povero Ennio Antonelli che rincorre Calà e i suoi amici lungo la spiaggia gridando: “Se vi piglio vi tronco!”. I marchesini Pucci (Baroni e Maggi) sono soliti ammiccare con refrain giovanilistici di stampo toscano: “Ganza ‘sta battuta! Proprio ganza! Ganzissima!!!”. Karina Huff socializza “come un’ape, che vola su tanti fiori: prende qua, prende là e poi diventa migliore”. Ma la battuta che si ricorda di più la pronuncia Virna Lisi in uno struggente finale di pellicola, ricordando la sua giovinezza negli anni Sessanta: “Ci batteva il cuore. Eh, sì! Mi sembra di ricordare che ci batteva il cuore…”.

La colonna sonora di Sapore di mare è composta da pezzi storici della musica italiana come: Stessa spiaggia, stesso mare (Piero Focaccia – sigla iniziale), Abbronzantissima (Edoardo Vianello), Cuando calienta el sol (Los Marcellos Ferial), Sei diventata nera (Los Marcellos Ferial), Luglio (Riccardo Del Turco), I Watussi (Edoardo Vianello), Il capello (Edoardo Vianello), Windsurf (Edoardo Vianello), Una carezza in un pugno (Adriano Celentano), Come te non c’è nessuno (Rita Pavone), Senza fine (Mina), Tremarella (Edoardo Vianello), O mio Signore (Edoardo Vianello), Guarda come dondolo (Edoardo Vianello), Andavo a cento all’ora (Gianni Morandi), Nessuno mi può giudicare (Caterina Caselli), Se mi vuoi lasciare (Michele), Perdono (Caterina Caselli), C’è una strana espressione nei tuoi occhi (Rokes), Segreti (Giorgia Fiorio), Un anno d’amore (Mina), Alla mia età (Rita Pavone), Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco), Una rotonda sul mare (Fred Bongusto), Non ho l’età (Gigliola Cinquetti), Il cielo in una stanza (Mina), Non son degno di te (Gianni Morandi), Una lacrima sul viso (Bobby Solo), Celeste nostalgia (Riccardo Cocciante), Il peperone (Edoardo Vianello – sigla finale) e Prendiamo in affitto una barca (Edoardo Vianello – sigla finale). 

Sapore di mare ricorda le illusioni economiche degli anni Sessanta, celebra un’Italia spensierata e illusa che non ha ancora conosciuto la contestazione studentesca. I Vanzina realizzano una commedia nostalgica sui favolosi anni Sessanta – gli anni della loro giovinezza – che presenta il solo limite di alcuni anacronismi. I giovani protagonisti, infatti, sono ispirati ai contemporanei anni Ottanta e spesso vivono una realtà artificiale. Altro limite è che i personaggi sono un po’ troppo superficiali e fumettistici, ma in ogni caso risultano ben individuabili dallo spettatore che si identifica e riconosce volti e caratteri della sua giovinezza. La musica è la parte migliore del film, così come sono di buon gusto le citazioni della commedia balneare anni Cinquanta, tra tutte la voce fuori campo che fa da raccordo alle avventure da spiaggia. 

Christian De Sica pare l’attore più a rischio, perché non è ancora affermato, ma il suo ruolo è abbastanza limitato e prenderà corpo nel successivo Vacanze di Natale. Si può dire che l’attore romano sia stato lanciato da questa pellicola, così come Marina Suma è diventata una star dopo aver interpretato Sapore di mare. Isabella Ferrari è una bella sconosciuta che interpreta il suo primo personaggio importante, ma conquista il pubblico degli adolescenti con una bellezza acqua e sapone. Karina Huff è brava come inglesina tutto pepe libera ed emancipata, forse questa è la sua migliore interpretazione italiana. Virna Lisi è molto professionale come quarantenne che ha un debole per i ragazzini e turba le loro fantasie. Paolo Baroni, uno dei marchesini Pucci, è noto come il “maggiordomo” della trasmissione Porta a porta condotta da Bruno Vespa. Guido Nicheli è perfetto nel ruolo da cummenda milanese ricco ma ignorante, anche se una battuta è fuori dal tempo, perché negli anni Sessanta non si diceva: “Scatta la libidine!”. A puro titolo di curiosità ricordiamo che Angelo Cannavacciuolo e Marina Suma – nel film due fratelli napoletani – all’epoca delle riprese erano fidanzati.

Sapore di mare non manca di citare programmi televisivi (il professor Cutolo, L’amico del giaguaro di Corrado…), opere cinematografiche (il peplum di Sodoma e Gomorra e i film con Totò), attori e cantanti del tempo (Bardot, Brando, Sinatra, Newman…), personaggi dello sport (Cassius Clay, Gimondi…) ed episodi legati alla realtà contemporanea (i carabinieri che arrestano una straniera a seno nudo). Ottima la fotografia flou di Beppe Maccari che immortala stupendi tramonti sul mare, momenti di nostalgia davanti al tempo che passa, scorci di pineta e angoli di spiaggia sotto una pioggia sferzante. I pochi momenti sexy sono affidati a Karina Huff e Isabella Ferrari, anche se tutto è molto casto, come da tradizione del cinema dei Vanzina. Alcune sequenze ricordano la commedia degli equivoci, soprattutto quando si ricorre all’espediente comico del protagonista nascosto sotto il letto. 

Walter Veltroni scrive: “Per me questo è il migliore dei film vanziniani. Che hanno almeno il merito di avere creato un genere. E questa storia piena di piccola nostalgia, sparsa tra la sabbia e le capannine di Forte dei Marmi, conosce dei momenti di autentico divertimento. E, perché negarlo, queste due ore di film riescono a restituire il profumo e i sapori di quegli anni straordinari. Parlo degli anni Sessanta, naturalmente. Anni straordinari perché unici, carichi di buone speranze, vissuti, da chi aveva la fortuna di essere giovane allora, con un carico di attese che non si è ripetuto. Allora si pensava che il mondo non potesse che migliorare. Ci dava fiducia la scienza che sconfiggeva le malattie e conquistava pianeti sconosciuti, la televisione che ci faceva conoscere, i viaggi che ci schiudevano orizzonti nuovi. Per questo in quegli anni c’era lo spazio per un buon privato: il sesso da scoprire, le minigonne e le musiche per i balli stretti. Il film è la storia di un gruppo di ragazzotti, un po’ vitelloni, che intreccia storie d’amore, di imbranature, di scoperte abbastanza futili ma non dannose. Il finale, nello stesso night diciotto anni dopo, racconta il vero volto del film: ricordo con amarezza. Perfetta Virna Lisi, la signora che tutti i ragazzi hanno sognato di conquistare. Prima che gli ombrelloni, per tutti, si chiudano, prima dell’autunno. (da Certi piccoli amori – Dizionario sentimentale di film, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1988).

Marco Giusti su Stracult afferma: “Sapore di Mare è un cult straclassico dei Vanzina, che realizzano il loro capolavoro. Il cast è perfetto, con personaggi che ripeteranno in altri film per anni, le storie credibili, che riportano ai veri anni Sessanta in Versilia”.  

Sapore di mare è una commedia balneare perfetta, cinema corale come non se ne faceva da tempo, che cita a più riprese i lavori di Dino Risi e si lascia guardare con nostalgia a distanza di anni. 

Sapore di mare 2 – Un anno dopo (1983) non è un film dei Vanzina ma del regista televisivo Bruno Cortini (1943 – 1989), assistente alla regia in Sapore di mare e uomo di cinema formatosi alla scuola di Carlo ed Enrico. Ricordiamo Cortini assistente alla regia de Una vacanza bestiale, Il ras del quartiere, I fichissimi e Viulentemente… mia, ma dopo Sapore di mare 2 ha realizzato solo commedie giovanilistiche come Giochi d’estate (1984) e L’estate sta finendo (1987) e alcuni lavori per la TV (Colletti bianchi, Una casa a Roma…). Sapore di mare 2 si svolge nella medesima location del film precedente, a distanza di un anno, nel 1966. Non si cita in maniera esplicita l’anno della vicenda, ma si desume dai titoli di un giornale dove si legge la notizia della sconfitta della nazionale italiana contro la Corea del Nord ai Mondiali di Inghilterra. Il soggetto è dei Vanzina, ma la sceneggiatura – basata in gran parte sui personaggi creati da Carlo ed Enrico – è realizzata da Cesare Frugoni e Bruno Cortini. Il tema portante della pellicola sono ancora le avventure e gli amori estivi sulle spiagge della Versilia. Le musiche sono di Gianni Boncompagni che cura una colonna sonora anni Sessanta ricca di successi, ma il contenuto del film è meno comico e più da soap opera balneare. Il cast è leggermente diverso da Sapore di mare. Mancano Jerry Calà, Christian De Sica, Marina Suma, Virna Lisi e Guido Nicheli. In compenso abbiamo alcune nuove presenze inserite dalla sceneggiatura di Frugoni e Cortini. Eleonora Giorgi è molto brava nei panni della professionista mantenuta Tea Guerrazzi. Mauro Di Francesco (Uberto) è un simpatico autista del commendator Carraro che si finge ricco e si innamora di una ragazza di buona famiglia. Massimo Ciavarro è il fascinoso Fulvio, un giovane conquistatore. Anna Pettinelli veste i panni di Valeria e contende Gianni a Selvaggia. Francesca Ventura impersona Reginella, promessa sposa di Paolo, che non ne vuol sapere e continua a cercare Susan. Susan e Paolo non si trovano, perché lui è a Londra mentre lei si reca a Forte dei Marmi, ma quando arriva lo crede fidanzato con Reginella e si getta tra le braccia di un playboy romagnolo. Uberto condivide una stanza della modesta Pensione Miramare con Fulvio e cerca di conquistare una donna ricca, raccontando balle a ripetizione. Tea non ci casca, anche perché non ha una lira, ma lui fa colpo su Alina (Reynaud), giovane amante di un vecchio riccone, ma se ne innamora perdutamente. Tea cerca solo i soldi e dà la caccia a tutti i ricconi che vede, con buoni risultati. “Non sarà Sean Conery, ma in compenso, è ricco come Goldfinger!” dice del commendator Carraro. Fulvio è un conquistatore nato, affascina Selvaggia fino a farle tradire il fidanzato durante una notte sulla spiaggia. Gianni viene concupito da Valeria che cerca di allontanarlo da Selvaggia, ma quest’ultima, nonostante il tradimento, comprende di essere innamorata di lui. Il destino dei protagonisti si conosce vent’anni dopo e il finale è ricalcato sull’idea originale contenuta in Sapore di mare. Siamo alla Capanninina nel 1983 e canta Gino Paoli. Susan e Paolo sono sposati. Alina e Uberto sono marito e moglie, ma litigano in continuazione, soprattutto perché è lei ad avere i soldi. Gianni e Selvaggia si ritrovano singles e sono ancora disponibili. Tea Guerrazzi ha ereditato un sacco di soldi dal commendator Parodi, sua ultima fiamma. Maurizio ha sposato Reginella e suo figlio corteggia le figlie metallare dei marchesini Pucci.

La pellicola è meno riuscita di Sapore di mare – con buona pace di Paolo Mereghetti che lo ritiene confezionato un po’ meglio – manca di comicità e non ha il buon respiro narrativo corale del precedente. Mauro Di Francesco è bravo a realizzare una bella maschera di cialtrone innamorato, ma la parte comica si regge quasi tutta sulle sue spalle. Vera icona del film è la sequenza sul mare che vede Di Francesco con gli occhiali da sole per non mostrare le lacrime: “Sei andata via Alina?!…E chissenefrega!!!”. Le parole contrastano con un tramonto color nostalgia e con un’espressione affranta. Eleonora Giorgi è bravissima nel ruolo della donna che frequenta la Versilia per dare la caccia ai ricconi e vive all’insegna del motto Chi trova un cummenda, trova un tesoro! Molto bello l’incontro notturno con il giovane Ciavarro, sulla spiaggia deserta a mangiare pizza fredda e birra calda, anche se molto da soap opera e confezionato con dialoghi da Baci Perugina. “Tu lo sai che cos’è la malinconia? […] È una cosa che ti svegli alla mattina e non vuoi e non speri niente. E la sera te ne torni a letto e non è successo proprio niente…” (Giorgi). “Fare l’amore per solitudine fa crescere la malinconia” (Ciavarro). “A me piace vivere: La vita è la più bella invenzione dopo il rock and roll” (Ciavarro). 

Ciavarro e la Ferrari non sono molto espressivi, ma nel loro caso basta la bellezza per affascinare il pubblico degli adolescenti. I due giovani attori sono protagonisti di indimenticabili sequenze maliziose: la scommessa in cabina con lui che si sfila il costume, il gioco del fazzoletto, la mela attaccata al filo da mordere secondo i due lati e la notte d’amore sulla spiaggia (soltanto intuita). Gianni Ansaldi che scopre la fidanzata tra le braccia di un altro mentre irrompe con torta e spumante per festeggiare l’anniversario è una scena indelebile nella memoria di un adolescente. La storia di un amore tormentato che vede protagonisti Isabella Ferrari e Gianni Ansaldi è il paradigma di tante illusioni giovanili, le ragazzine piangono e parteggiano per il più debole, anche se ognuna di loro sarebbe finita tra le braccia di Ciavarro. Alcune sequenze sono romantiche e delicate, soprattutto la storia tra Uberto e Alina, con la ragazza che torna, conquistata da una clamorosa messa inscena. Bruno Lauzi (Ritornerai) segna la fine dell’estate e tutta la tristezza di chi si sente solo perché ha perduto il suo amore. 

Sapore di mare 2 contiene molte citazioni cinematografiche esplicite tratte da I mostri (1963) di Dino Risi (due ragazzi che si stringono involontariamente la mano sotto l’ombrellone), Una vita difficile (1961) di Dino Risi (Di Francesco che getta in piscina il cummenda), Brancaleone alle crociate (1970) di Mario Monicelli e alcune frasi celebri dei Tomas Milian movies di Bruno Corbucci (A Ischia, dove si mangia si beve e si fischia…). Resta pellicola più scontata e ripetitiva della precedente, dotata di meno brio e dall’andamento fiacco, ma non poteva essere altrimenti. Cortini ricicla le idee migliori dei Vanzina e strizza l’occhio a identiche suggestioni, come una fotografia flou e le immagini decadenti che simboleggiano la fine dell’estate e degli amori. 

Notevole la colonna sonora: Sapore di sale (Gino Paoli – sigla iniziale), Sognando la California (Dik Dik), Il ragazzo della Via Gluck (Adriano Celentano), C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (Gianni Morandi), L’ora dell’amore (I Camaleonti), Satisfaction (Rolling Stones), Rose rosse (Massimo Ranieri), Quando, quando, quando (Tony Renis), E se domani (Mina), Ciao ciao (Petula Clark), Se tu non fossi qui (Mina), Cuore matto (Little Tony), Riderà (Little Tony), Azzurro (Adriano Celentano), 29 settembre (Equipe 84), Acqua azzurra, acqua chiara (Lucio Battisti), L’uomo d’oro (Caterina Caselli), La coppia più bella del mondo (Adriano Celentano e Claudia Mori), Lisa dagli occhi blu (Mario Tessuto), La pioggia (Gigliola Cinquetti), Il mondo (Jimmy Fontana), Cento giorni (Caterina Caselli), Tous les garçons et les filles (Françoise Hardy), Quelli che hanno un cuore (Petula Clark), Un mondo d’amore (Gianni Morandi), Ragazzo triste (Patty Pravo), L’amore (Don Backy), L’immensità (Johnny Dorelli), Ritornerai (Bruno Lauzi), Vamos a la playa (Righeira) e Tropicana (Gruppo Italiano). 

Due notizie da gossip anni Ottanta. Pascale Reynaud (Alina) e Mauro Di Francesco (Uberto), si sono innamorati anche nella realtà, hanno avuto una relazione di circa due anni che ha visto nascere Daniel. Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro si sono conosciuti sul set di Sapore di mare 2, si sono sposati e la loro storia è durata diversi anni. 

Sapore di mare 2 è perfetto come storia sentimentale dei teenager anni Sessanta visti con gli occhi dei giovani degli anni Ottanta. E poi ricorda la giovinezza di chi scrive. Sarà per questo che ci piace.

Gordiano Lupi

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