Intervista - Alessandra Raddi, Libreria Leggermente di Firenze

Intervista – Alessandra Raddi, Libreria Leggermente di Firenze

Piccola e sommaria presentazione: chi siete, da dove venite e da dove nasce l’idea della vostra libreria.

Sono Alessandra Raddi, titolare della Libreria Leggermente di Firenze che si trova in Viale Talenti, zona Isolotto, proprio davanti all’omonima fermata della tranvia, linea 1. Tratta narrativa di varia e per ragazzi.

È una piccola e classica libreria di quartiere che molti clienti ritengono ben fornita. È aperta da tre anni e mi piace pensare che stia diventando un buon presidio culturale nella zona.

L’idea di aprire una libreria mi è venuta quattro anni fa quando, consultando degli annunci in cerca di lavoro, ho visto che stava chiudendo una libreria all’Isolotto e che il proprietario cedeva l’attività. Direi che è stato come un fulmine non programmato né previsto. Sono laureata in lettere e lingue straniere, la lettura è sempre stata la mia compagna di viaggio nella vita e ha avuto sempre un ruolo importante; mi sono confrontata con la mia famiglia e abbiamo contattato il libraio che cedeva l’attività. Così è iniziata: buttandomi quasi nel vuoto, con incoscienza, ma devo dire che adesso sono soddisfatta dei risultati raggiunti, anche se sopravvivere è dura e non si deve mollare mai.

Come vive oggi una libreria indipendente? Che iniziative intraprendete per “fidelizzare” clienti vecchi e nuovi?

Ho scoperto questo lavoro facendolo. Il lavoro del libraio non è un mestiere comunemente inteso. Ogni singolo titolo è scelto con cura e per poter far questo si deve conoscere molto bene il panorama editoriale e si deve affinare anche una buona sensibilità e un buon gusto personale di scelta. Prima di intraprendere questa strada naturalmente non sapevo niente di tutto questo e pensavo che le forniture di libri arrivassero in libreria diciamo “per default”, ossia: si apre una libreria e i libri te li mandano. Ridicolo vero? Solo pensarlo adesso mi viene da ridere!

È passione ma è anche impresa.

C’è la gestione dei distributori il cui numero varia in base alla maturazione dell’esperienza.

C’è la gestione amministrativa/economica, perché prima di tutto una libreria è un’impresa e il secondo lavoro a pari merito con quello di librario è appunto quello di imprenditore.

La sopravvivenza di una libreria indipendente oggi non è facile.

Il nemico n. 1 delle librerie indipendenti è il fatto che la gente legge pochissimo e Firenze non ne è immune. Un ruolo importante, quindi, assume l’educazione alla lettura. Per questo cerchiamo il coinvolgimento delle scuole, che sono i primi soggetti formatori, attraverso letture e visite in libreria.

Inoltre, pochi ne sono a conoscenza, ma i margini di guadagno sulla vendita di un libro sono veramente esigui, soprattutto per una libreria indipendente, che non ha un marchio a garantire per essa. Il lavoro di libraio è veramente una missione.

La concorrenza delle grandi catene e delle grandi distribuzioni come i supermercati, dove le novità escono già dal primo giorno con il 15% di sconto, è spietata. Questo è un tipo di scontistica che una libreria indipendente non può permettersi. Noi cerchiamo di contro bilanciare con la nostra competenza e la nostra disponibilità, accompagnando il cliente dallo scaffale fino alla cassa di modo che trovi il libro giusto per lui. Come si fa? Ascoltando molto la persona che si ha davanti e mantenendosi sempre informati: nuovi argomenti e interessi, nuove mode, nuovi metodi. Molti cercano libri per amici che passano momenti di difficoltà o che semplicemente hanno passioni molto specifiche: è molto importante anche interpretare quel che ci viene richiesto fra le righe e ascoltare un’esigenza, senza giudicare.

Per quanto riguarda il mantenere vivo l’interesse nei confronti della libreria, lavoro molto sull’organizzazione di corsi serali di scrittura creativa a tutti i livelli, affiancata da un docente/scrittore bravo, qualificato e disponibile. Poi organizzo corsi serali di inglese di vario livello, presentazione di libri, qualche laboratorio.

Cerco di fidelizzare i clienti con una card personale a punti e aderisco a tutte le iniziative governative che riguardano la promozione della cultura.

Quali sono le prospettive attuali, culturali ed economiche, per una libreria indipendente?

Al momento non vedo molte prospettive. Non ci sono ancora politiche a livello nazionale di difesa delle piccole realtà economiche. Per adesso la politica tende a privilegiare le grandi distribuzioni. Questo in ogni settore merceologico e non solo sui libri. Sarebbe bello se, come già succede in altri paesi europei, fosse vietato lo sconto sui libri.

Per quanto riguarda le prospettive culturali, oltre alla scuola ritengo che moltissimo possa essere fatto dalle famiglie. Leggere ai bimbi anziché mollarli davanti alla TV o davanti ad un telefonino. Fa perdere un po’ di tempo ma forse potremmo formare dei cittadini migliori.

Qual è dal vostro punto di vista la principale differenza tra una libreria indipendente e una libreria gestita da un grande marchio?

La principale differenza è forse nel metodo: una libreria indipendente è organizzata secondo il gusto del libraio, l’organizzazione di ogni scaffale è pensata per la propria specifica clientela. Uno dei principali ruoli del libraio è quello di consigliare i libri che lui ritiene migliori e che più si adattano alla personalità del cliente o del destinatario del regalo. La scelta di un libro è come il confezionamento di un abito o la scelta di una pettinatura: è tagliata su misura. Il libraio è come un sarto/psicologo che cerca di capire la personalità, i gusti del cliente.

Non potendo tenere tutti i libri esistenti su un argomento o tutte le novità che escono (si parla di un migliaio di titoli a settimana), un libraio indipendente deve selezionare molto bene a monte. Una libreria di catena cerca di offrire molta scelta, ma questo non sempre è sinonimo di qualità. Senza parlare del fatto che pur di avere i loro libri in vetrina o agli scaffali in vista, certe case editrici pagano per affittare uno spazio nella grande distribuzione. Così capita che il cliente finale si trovi sott’occhio una sfilza di titoli credendo che siano in evidenza perché validi, mentre in realtà non è esattamente così.

In un centro commerciale non si nota differenza al passaggio da un direttore all’altro: il marchio è soverchiante. Invece, non c’è una libreria indipendente uguale all’altra, è il proprietario e chi ci lavora che fa la differenza.

Molti grandi classici moderni e contemporanei, dal Calvino di Se una notte d’ inverno un viaggiatore al Michael Ende di La storia infinita, pongono l’attenzione sulla magica atmosfera che comunica una libreria e la scelta di un libro. C’è un libro sulla stessa lunghezza d’onda che vi sentite di consigliare?  

La sovrana lettrice di Alan Bennet è molto divertente e dimostra che la lettura è una malattia che se riesce a prenderti non c’è cura che tenga.

Un altro che mi viene in mente, anche se di tutt’altro genere, è L’ombra del vento di Zafón.

La Storia infinita che hai menzionato è per me tra i capisaldi della letteratura: è uno splendido connubio di fantasia e crescita, ed è pieno di filosofia. Mi viene da paragonarlo a Il nome della rosa, altro romanzo che esalta l’importanza del libro e del suo ruolo sociale.

La bellezza della varietà: top 5 dei vostri libri più venduti nell’ultimo mese.

Macerie prime II di Zerocalcare – Storie della buonanotte per bambine ribelliL’anello mancante di Antonio Manzini – Le case del malcontento di Sacha Naspini – Tony e Susan, un thriller degli anni Novanta ma che noi amiamo consigliare per la sua dinamica psicologica.

Libreria indipendente è sinonimo di ricerca e di qualità, anche nell’offerta dei titoli delle case editrici meno note: quali fra quelli della piccola e della media editoria sentite di  consigliare ai vostri lettori?

Il pastore d’Islanda pubblicato da Iperborea, è delicato e ci fa immediatamente immergere nelle ponderose nevi islandesi; La felicità di Emma di Keller, una storia divertente e leggera su quanto sia importante dirsi “Ti voglio bene”. Terrei d’occhio anche  le edizioni E/O, che si stanno rinnovando parecchio.

Saluti finali: concludete come volete (motti, slogan, citazioni, inviti…), utilizzando questo spazio come meglio credete!

Il motto della libreria è: Sono un grande viaggiatore, leggo molto. Venite a trovarci, partiremo insieme!

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