L'editoriale di Vincenzo Trama

L’editoriale di Vincenzo Trama

Carissimi nemici, non vi auguro buone feste.

Siete in tanti e lo spazio è sempre troppo poco. Ora che arriva il Natale – e le sue luci, e i suoi propositi, e i suoi retweet da Piazza Gae Aulenti – saremo tutti più dolci del pandoro da discount. Acidi, quasi. Io no, invece. Divento una roba che tipo Grinch mollami.

Per cui io NON auguro buone feste.

A chi è non è per la bibliodiversità, e compra a scatola chiusa l’ ennesimo caso editoriale perché sì.

A chi non ci ha sostenuto, pur potendo farlo, perché non siamo così radical da essere chic. Puzziamo, e anche tanto, di pesce, ferro e piccioni. Se non sapete perché significa che conoscete poco del nostro piccolo mondo antico.

A chi si dimentica di essere umano sbandierando slogan populisti ma addobbando casa col presepiello e il bambiniello. Ipocriti.

A chi si crede alternativo solo perché legge romanzi distopici. Babbalei modaioli.

A chi scrive, non legge e magari pretende pure spazio. Più in là, puzzoni.

Alle scuole di scrittura, a chi vuole monetizzare PRIMA di tutto. Idem come sopra. Più in là, puzzoni, che repetita iuvant davvero, ogni tanto.

A chi non crede più alla semantica del collettivo e dell’ unità, ma poi fa la sardina abbracciando ideale bò, cultura bò, persone bò. Tutto bò, che vabbene per un po’.

A chi non vuole condividere sogni, pensandosi più sveglio. A noi lasciateci dormire, che i pesci ci piacciono nuotino nel mare.

A tutti voialtri, che condividete invece la nostra storia – chi da 20 anni, chi magari da una sola settimana – grazie. Grazie perché per il Book Fest di Pisa ci avete riempito di cose bellissime, oltre che di danari (e contano anche quello, si sa). Grazie perché c’eravate pure a Città di Castello, mica a Roma, ad un festival sui comics in cui noi c’entravamo come il cacio sui gamberoni. Eppure eravate anche lì, a incoraggiarci e a sostenerci. Grazie perché nonostante tante fatiche, a volte delusioni o progetti andati allo sbando – o che rischiano di andarci, che la fatica è tanta – vediamo che ci seguite e ci sostenete, da lontano, col pensiero, a volte col portafogli o una parola gentile.

Fino dello sfogatoio trimestrale obbligatorio.

Ora, senza voler per forza di cosa dismettere i panni del Grinch ci eravamo lasciati in quel dì di settembre col magone dell’ estate che finiva e le prime fumate di caldarroste a solleticarci il naso. Passati indenni l’ autunno? Pronti a gozzivigliare con cotechino e lenticchie?

Il tema di questo numero d’ altronde si assesta proprio sui cardini della festa, intesa nella sua accezione propriamente luculliana: ne è testimonianza la copertina del nostro Francesco Starace Verde, che ammonisce a bilanciare carboidrati e zuccheri.

Proprio per questo i nostri redattori e collaboratori hanno sfornato pezzi pregiati, per palati sopraffini, da mandar giù con un buon calice di vino.

Fateci spazio, che le portate sono tante, le feste sono lunghe e comunque bisogna desinare, non lesinare.

Un paio di menzioni d’ onore: Patrizia Raveggi, che ci regala un inedito di Alojz Ihan, autore sloveno classe 1961 a cui auguriamo qui in Italia uguale fortuna come in patria.

Davide Ricchiuti, che esordisce sulla nostra rivista con un bel racconto onirico, sorretto da uno stile e da una mano artigiana che ci fanno apprezzare la sua prosa a tinte fosche, avvolta da una nebbia perenne.

Informo inoltro che l’ impavido duo Lupi e Guerrini ha aggiornato nell’ apposita sezione il fumetto sullo Scrittore Sfigato, per cui se intendete regalarvi un paio di risate caustiche sul magico mondo dell’ editoria, l’ omaggio è già lì, in attesa solo di essere infiocchettato per essere regalato al vostro peggior libraio di (s)fiducia.

Ricordiamo inoltre che siamo disponibili a ricevere materiale in lettura, purché in linea con il nostro progetto editoriale: se evitate di mandarci malloppozzi fantasy o saghe transdraculiane perdete meno tempo voi e noi concediamo un po’ di requie al buon Dio, grazie.

E per le case editrici: non contattateci nemmeno se pubblicate a pagamento. Non vi recensiamo nemmeno sotto tortura. Il resto sì, se ci piace, altrimenti ciccia. E di ‘sti tempi, ahinoi, molto è ciccia.

E allora su, avanti con le celebrazioni: suonino le fanfare, squillino le trombe, tintinnino i campanelli. Noi del Foglio Letterario ci congediamo dandovi l’ appuntamento per marzo, al risveglio della primavera, con novità strabilianti che non anticipiamo ora perché sennò non è nemmanco una sorpresa col fischio…ergo vi tocca aspettare!

Buon pranzone/cenone a tutti, festeggiate come vi pare e con chi vi pare, ma fatelo soprattutto in compagnia dei libri!

Libertà è partecipazione!

Buona lettura,

Vincenzo Trama

http://deathofnoise.wixsite.com/vincenzotrama

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