Paolo Merenda – La fine del mondo

LA FINE DEL MONDO

Domani finisce il mondo. E sticazzi? Non hai paura di morire? Prima o poi tocca a tutti. Vabbè… Decidiamo un’ultima cosa da fare insieme. Un’ammucchiata. Si può fare, ma bisogna iscriversi a una community, pagare via PayPal e poi aspettare la notifica relativa alla data dell’ammucchiata.

Troppo sbatti, mi faccio una pippa. Un’altra idea? Ammazzare un vecchio. Cazzo dici?! I vecchi sono molesti e prepotenti. Poi puzzano di chiuso e naftalina. Vabbè, ma se finisce il mondo muoiono per i fatti loro, senza che ci mettiamo a far fatica.

Boh, allora andiamo ad un concerto. Hanno annullato tutto per una impennata di casi covid. Birretta? Idem, siamo zona rossa. Ho capito, me ne sto a casa a finire il libro che avevo iniziato. Che libro? Un libro sulla fine del mondo.

Paolo Merenda

(COMMENTO AD INIZIO RACCONTO)

Il nostro Paul non piace a tutti perché non gli interessa piacere. Facesse lo smargiasso con le parole vi farebbe cadere ai suoi piedi con una prosa devastante. Ma lui è così, punk fin dentro il midollo e anche di più. Se lo detestate, quindi, ha fatto centro: e ancora una volta, perdendo, ha vinto lui.

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