Fabio Strinati presenta Marija Sukovic

Utočište

Prošlosti, oprosti ako smetam
samo bih da prenoćim.
Cio dan kišni ivicom šetam
guta me samoća, morala sam doći.

Neću dugo, iskrašću se zorom
tiho, da te ne remetim
stisnutog grla, jezika oporog
ali ne brani mi da se bar sjetim

još večeras, dok sam u bolu
da u kolijevku srce spustim
krvarim, prošlosti, tvoju dozvolu
a onda zauvijek ću da te pustim.

Oprosti, blijeda, jer te budim
ovo je posljednja noć kad sam dijete
i upozoravam te, ako poludim-
to je od sjete, to je od sjete.

Rifugio

Oh Passato, perdonami se ti ho importunato
vorrei solo che passasse questa notte.
Per tutto il piovoso giorno lungo i cantoni ho camminato
la solitudine mi ha inghiottito, dovevo venir da te.

Non ci vorrà molto, al levar del sole
me la svignerò in silenzio, per non tediarti.
La lingua è irrigidita, la gola duole
ma non proibirmi almen di ricordarti

ancora questa sera, mentre sto soffrendo
nel convincere il mio cuore a soggiacere.
Oh Passato, io sto la tua indulgenza sanguinando
e poi ti lascerò per sempre andare.

Se ti sveglio, pallido Passato, perdono io chiedo,
ancor per questa notte, l’ultima, mi farò creatura
e ti dirò se la follia mi porta indietro –
colpa della memoria, della memoria.

(traduzione di Paolo Maria Rocco)

Neka meso ispašta

ja nisam ono što bi poželio voljeti
tek što možeš da me vidiš valjalo je truda

jer ne zalistah u saksiji gdje me posadiše
ja sam divlja biljka
odbjegla u drumove da diše
kamene cipele i razlog buntovnika
apstraktna slika
isklijala avangarda u bašti krompira
uskok preko reda, utroba nemira

dok vaše stvarnosti zaziru od isteka
ja sam rijeka, ja sam hladna rijeka

zaobiđite me uštirkani, ovo je pjesma smrada
ja sam nokat koji urasta i ne marim

neka meso ispašta

Che la carne marcisca

Non sono quella che io vorrei amare
ma riuscire appena a vedermi è valsa la pena

perché non sono sbocciata nel vaso in cui mi hanno interrata
io sono una pianta selvatica
che fugge, per respirare, sulla strada
sono scarpe di pietra e ragione indomita
immagine utopica
avanguardia germogliata tra le patate del verziere
che travalica il confine, con l’agitazione nelle viscere

mentre le vostre realtà destinate sono ad una fine
io sono un fiume, un freddo fiume

girate alla larga fighetti, questa è una poesia puzzolente
sono l’unghia incarnita, e me ne infischio

che marcisca la carne

(traduzione di Paolo Maria Rocco)

NOTE BIOGRAFICHE DI MARIJA SUKOVIĆ

Sono nata il 10. 05. 1993 a Trebinje, nel sud-est dell’Erzegovina. Ho vissuto a Gacko quasi per 18 anni, poi mi sono trasferita all’Università di Sarajevo Est per studiare Teologia e Letteratura. Attualmente vivo a Sarajevo. Ho svolto molte occupazioni lavorative; in particolare, ho lavorato nel campo della recitazione come attrice (la recitazione è il mio secondo grande amore dopo la Poesia). Ho coltivato interessi anche nel settore delle Belle Arti, lavorando in Gallerie d’Arte contemporanea per quasi due anni. Lavoro, a volte, come modella per diverse Case di Moda, come libera professionista e solo quando trovo stimolante il lavoro del designer. Ho pubblicato un libro di poesie, il primo, quest’anno in Aprile, dal titolo “Onostranost je prilika”.

 

 

NOTE BIOGRAFICHE DI PAOLO MARIA ROCCO

Sono nato a Napoli e vivo attualmente a Fano. Mi sono laureato, all’Università di Urbino, in Lettere Moderne e ho conseguito un Perfezionamento all’Università di Firenze. Sono giornalista professionista dal 1995/96, per aver superato l’Esame di Stato a Roma. Ho ideato e organizzato alcune Mostre d’Arte nelle Marche e in Italia, (anche curando la nota critica in Catalogo), l’ultima a Napoli per la Galleria NAI sull’artista Ludmilla Radcenko. Ho pubblicato interventi di critica letteraria in Rivista e in libro: l’ultimo sullo scrittore e traduttore marchigiano Bruno Fonzi, pubblicato negli Atti del Convegno fermano “Tutti i mondi della Musica”, Simple ed. di Macerata. Sono stato cofondatore e presidente dell’emittente radiofonica “Controradio 93 mhz” a Urbino. Ho pubblicato poesie in Rivista e in Plaquette: “Marka” (Rivista di confine, Ascoli Piceno), “Hortus” (Grottamare), “Profili Letterari” (Lugano), “Endecasillabare”, cattedra di Letteratura contemporanea Università di Urbino, e altre. Ho pubblicato due libri di poesia: 1) “I Canti”, BastogiLibri di Roma, 2016 (vincitore del Festival internazionale “La Piuma di Zivodrag Zivkovic”, di Zenica, Bosnia-Herzegovina 2016); 2) “Bosnia, appunti di viaggio e altre poesie”, bilingue, con traduzione in bosniaco croato di Natasha Butinar, Ensemble edizioni di Roma Aprile 2019, al quale è stato attribuito il Premio speciale Inediti della Giuria del Premio “Casentino-Frunzi” 2018, fondato da Carlo Emilio Gadda. Ho curato, insieme con il poeta bosniaco Emir Sokolovic, l’ “Antologia di Poeti contemporanei dei Balcani”, editore LietoColle di Como, la cui presentazione in Italia e all’estero è stata patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Sarajevo. Ho pubblicato un romanzo “Virginia, o: Que puis-je faire?”, BastogiLibri 2015, sulla vita di Guido d’Arezzo (inventore della notazione musicale) che s’intreccia, in età contemporanea, con la vita di una giovane pianista del Maine. Ho pubblicato un libro di racconti “Divina e altri racconti (2015/2017)” (e-book). Ho pubblicato poesie e racconti in Antologie e Enciclopedie italiane e internazionali. Sono stato Ospite nel Festival internazionale di Poesia “Murakon 2018”, ideato e curato dal poeta Zlatko Kralijć, a Sveti Martin na Muri, in Croazia. Mie poesie sono state tradotte e pubblicate in Bosnia, Croazia, Romania.

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