Patrice Avella - Intervista a Maria Grazia Cucinotta

Patrice Avella – Intervista a Maria Grazia Cucinotta

« Da Cinecittà a Hollywood la passione

del cinema e della gastronomia nostrana ».

Intervista di Patrice Avella durante l’evento culturale MANGIACINEMA

di Gianluigi Negri a Salsomaggiore, ottobre 2018

Da Cinecittà a Hollywood Maria Grazia Cucinotta ha sempre mantenuto la sua passione per il cinema dal suo primo film che la rese famosa Il Postino. Presente come madrina per la manifestazione Mangiacinema 2018 che si definisce come “il festival del cibo d’autore e del cinema goloso”. A cinquant’anni lei conserva sopratutto l’amore per la cucina tradizionale della sua terra, la Sicilia, che ama diffondere nel mondo intero dall’America alla Cina, in ogni luogo dove lavora, fino a insegnare agli Chef dei grandi ristoranti di Los Angeles o cinesi come si cucina la vera pasta siciliana alla Norma.

Maria Grazia Cucinotta, sei contenta di trovarti in un ambiente culturale a Salsomaggiore con tanta gente appassionata di cinema ma anche di gastronomia della zona di Parma?

Ero già venuta anni fa a Salsomaggiore, sapevo che avrei ritrovato tanta gente simpatica in questo evento enogastronomico cinefilo. Sono fiera di essere la madrina quest’anno. Ero venuta per Miss Italia, non avevo vinto ma ero finita terza nel 1987, ma questa città mi ha portato fortuna. Inoltre ho due passioni nella vita: cucina e cinema. Mi ha accompagnato anche mio marito, Giulio Violati, che è un grande amante del vero prosciutto di Parma e della gastronomia della zona.

Anche se sei diventata una Star internazionale, la prima impressione che offri alla gente oltre al tuo favoloso sorriso rimane la tua simpatica disponibilità…

La gente mi ama per quella che sono. Appena sento il Ciak finale sul set cinematografico ritorno me stessa e non cambio più. Fuori del mio lavoro, infatti, sono rimasta una donna semplice, una di loro. La stessa di quando vivevo con la mia famiglia in Sicilia.

Ci hai raccontato che hai avuto nella tua carriera di artista un percorso abbastanza originale…

Molto originale nel senso che la mia carriera è cominciata con una grande sconfitta: il terzo posto nel concorso Miss Italia a Salsomaggiore. Poi sono stata bocciata come modella perché giudicata troppo formosa per gli abiti e per le sfilate di moda dell’epoca. Andavano bene le mie gambe sottili e lunghe ma non il mio seno prorompente! Ma da lì è partito tutto: ho sostenuto un provino per un programma di Renzo Arbore e mi sono fatta notare nel cinema dal 1997. L’incontro con Massimo Troisi si è rivelato determinante per interpretare un film immortale, ancora nel cuore di tanti cinefili.

Stasera, dopo il termine del Festival Mangiacinema, abbiamo avuto la grande gioia di rivederti nel tuo primo ruolo importante al cinema, nel mitico film Il Postino. Che ricordi hai?

Ero molto giovane quando ho recitato la parte della protagonista femminile Beatrice a fianco del compianto Massimo Troisi. Era ventiquattro anni fa e non potevo immaginare che questo film avrebbe avuto un successo così straordinario. Farà parte integrante della mia vita per sempre. Mi rendo conto ogni giorno che sono stata fortunata a interpretare questo film e a incontrare attori come Troisi e Noiret, membri dello staff come lo scenografo Lorenzo Baraldi e la costumista Gianna Gissi, premiati anche a Mangiacinema per la loro competenza. Siamo rimasti tutti vicini dopo questo film.

Hai la riputazione nel mondo del cinema di conoscere anche l’Arte culinaria e di essere un vero Chef, a casa tua ma anche all’estero…

Adoro cucinare. Dato il mio nome, Cucinotta, non potevo fuggire al mio destino culinario! Mi diverte invitare amici a cena. Cucino sempre io a casa mia. Quando torno in Italia cucino ricette nostrane. In questo momento che sono spesso in Cina, cerco di imparare le specialità della cucina cinese che sto scoprendo con piacere. A Los Angeles ho insegnato allo chef di un grande Hotel come si cucina all’italiana.

Qual è il tuo piatto prediletto che ami cucinare ai tuoi amici, a casa o sul set?

Senza esitazione la pasta alla Norma con le melanzane fritte. Le taglio a dadini e poi le friggo con l’olio di semi che conserva sapore e leggerezza. Una grattugiata di vera ricotta salata prima di mettere al forno e il piatto diventa una vera opera d’arte, come quella di Bellini con la sua opera lirica Norma. Solo che io non aggiungo l’aglio perché sono allergica.

Come scegli i prodotti per le tue ricette?

Il nostro paese ha tanto da offrirci. La nostra terra è ricca di prodotti di grande qualità, genuini e a chilometro zero. Con questa bontà offerta da Dio usufruiamo le tradizionali ricette in ogni regione. Io che ho viaggiato in tanti paesi posso assicurare che la nostra cucina è davvero la migliore del mondo. Quando gli impegni di lavoro me lo permettono, vado a fare la spesa nei mercati rionali di Roma o in quelli siciliani, quando sono in visita dai miei. Faccio acquisti d’impulso per la mia cucina ma prediligo i piatti semplici ma ricchi di sapori della tradizione siciliana della mia mamma.

Tanti artisti buongustai hanno o vogliono scrivere libri di ricette tipiche delle regioni italiane. Hai progetti in quel senso?

Avevo già scritto un libro di ricette vent’anni fa. Il titolo era Oggi cucino io, riscrivendo le più belle ricette della mia mamma come le sue famosissime lasagne e altre specialità della cucina siciliana: arancini, involtini di melanzane alla messinese per esempio. All’epoca era prematuro e non esisteva la moda attuale degli Chef in Tivù. In effetti, ho un altro progetto di libro di cucina, più maturo e ben curato, per un format internazionale.

Ritorniamo alla tua passione per il cinema. Tanti attori hanno voglia di approdare ai mestieri di regista o di produttore. Sarebbe anche per te un sogno nel cassetto?

Non soltanto negli Stati Uniti sanno fare Fictionbellissime. Anche noi in Italia abbiamo competenze cinematografiche per fare delle serie di qualità. E lo dimostreremo con una serie Tivù in dodici puntate col titolo Teenper teenager che rileverà cosa pensano di noi, adulti e genitori, gli adolescenti di oggi. Prima avevo realizzato due corti metraggi:Il maestro, uscito nel 2011 e dedicato al tema dell’abbandono degli anziani e alla loro esperienza a favore dei giovani. Il secondo nel 2017 – intitolato Il compleanno di Alice– sul tema del bullismo e del ruolo dei genitori nell’educazione e protezione dei figli.

All’estero ti chiamano la Reginetta della bellezza mediterranea e ti cercano dappertutto. Quali sono i tuoi futuri progetti come attrice?

Sono progetti che rimangono ancora Top secret, che vengono dall’estero e dagli States con aziende importante come la Twentieth Century Fox che mi vuole protagonista in un film di prossima realizzazione con Martin Scorsese. Ho ricevuto anche proposte dalla Disney per un ruolo importante in una commedia. Ne saprete di più nei prossimi mesi.

Patrice AVELLA

Nato in Francia nel 1959. Da quattro anni, vive in Maremma vicino a Saturnia e Grosseto. In Franciaha ricevuto il Premio a Parigi del Livre Européen et Méditérranéen de la Fondation européenne Jean Monnet per il romanzo Rome Criminelle – tome un Caffè Sangue, nel 2012, per la categoria Roman et cinéma. Journalist-food dal 2012 per la rivista di Paris La Voce, le magazinedegli italiani in Francia con la rubrica Enogastronomia e Cultura. In Italia è autore del romanzo noir storico Piazza Fontanae in collaborazione con il cinefilo Gordiano Lupi del libro Pasta e Cinema– scritto in italiano – ma anche Pâtes et Cinéma, tradotto in francese per una diffusione oltralpe, Piombino con Gustoe infineLa Grande Abbuffatastoria breve del cinema italiano e origini delle ricette delle regioni nostrane, sempre con Il Foglio Letterario di Piombino.Progetti per il 2019: un romanzopolarsu un serial killer, I’m not what I am – Non sono quello chesembro, un altro romanzo noir storico, Piazza Repubblica, e sempre con la collaborazione di Gordiano Lupi, due libri sulla Piombino rinascimentale, uno storico e uno gastronomico.

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