Vincenzo Trama – Editoriale
Foglietti! Come state? È una marea di tempo che non ci si imbatte tra le pagine della nostra rivista preferita e sì che di cose in casa ne sono successe a palate! Il buon Santacroce ha ridato alle fiamme un nuovo romanzo, Per vita, per sempre e lo stesso dicasi per Alice Nieddu, che da giovanissima sedicenne è già al secondo romanzo con Insania mea. Poi abbiamo fatto un’uscita estemporanea con Menotti Lerro per parlarvi dell’Empatismo, adesso Ivan Pozzoni fa parte della rivista coi suoi devastanti riots a metà tra l’ultracore e il postlirismo – e già che ci siamo occhio perché a breve esce anche una sua silloge che maremma boia. Insomma noi a bocce ferme non siamo stati, anzi. Il problema è quello: non ci sappiamo proprio stare! Come ormai accade da trent’anni a questa parte ci lanciamo al galoppo, letteralmente A briglia sciolta, verso martiri editoriali che sosteniamo senza che nessuno ce lo chieda, per il puro gusto di provare a fare cultura altra, come consuetudine genetica alla bibliodiversità, non quella dei baffi prezzolati all’insù, ma quella del filo refe sotto pelle come tatuaggio navajo: siamo spacciati di sicuro, ma almeno non ci siamo messi a costruire sale bingo (psss, tanti, tantissimi lo fanno!).
Cavalieri senza paura né quattrini, abbiamo sbrogliato il tema A briglia sciolta in quel di marzo, quando, col buon Santacroce a farci da mulino a vento, siamo approdati in quel di Livorno al centro culturale Artemisia: un posto onirico, certamente patafisico, dove alle luci ionosferiche del palco si alternano sound check per concerti intimi, slabbrati il giusto, con quell’ adeguata dose di follia che tanto piace a noi.
Per l’evento abbiamo letto i brani che ci sono arrivati in redazione tramite un contest lanciato per l’occasione: amici, parenti, in casi proprio limite degli scrittori bravissimi che seguiamo da tempo (e ri-pss! Lo sapete che Andrea Pauletto, che ha esordito nella narrativa breve con noi e che ha vinto il Calvino nel 2025 è appena uscito con il suo romanzo d’esordio? E ri-ri-pssss! Questa cosa qui mica la diranno in molti!). Ci è piaciuto immergerci nella densa e seduttiva situazione da circolo di lettura un po’ freak, in cui probabilmente diamo il meglio di noi: per chi c’era – pochi – l’idea è piuttosto chiara, per chi non c’era – tanti – bè, son poi cazzi loro.
Allora questo numero, che esce in mezzo a tanti tramestii generali in cui tutto è sempre in discussione, pure noi stessi, ovviamente, è un omaggio a quella serata lì, a quel modo di fare le cose così, che piace a noi, mai di diritto e spesso a sghimbescio, appunto, A briglia sciolta.
Che noi andiamo avanti così, a tentoni e spallate, cercando di pogare senza dar noia al vicino che ascolta Bach ma con la giacchetta di pelle, perché tanto fa più figo di così: palle, e a noi non piacciono, non quando facciamo editoria, almeno.
E ora, visto che poi in tanti avete scritto chiedendo lumi su chi/come/cosa/quando sarà il tema del prossimo numero allora ve lo metto anche qui, in questo editoriale che poi editoriale non è, quanto più una chiacchera all’unico bar aperto in paese dopo le tre di notte, quando pioviggina e non sapete più come fare a dirvi che ormai è già finita anche questa estate. Eppure era ieri, vero, che era il 21 giugno. Tempo, maledetto, mai l’avrai vinta, lo giuro!
Tema: COAZIONE A RIPETERE (non colazione, sia chiaro). Come vi pare e piace, se v’aggrada.
Tempi: entro il 20 ottobre
Quando si esce: oh, almeno un mese dopo, 20 novembre son tarallucci e vino per tutti.
Racconti accettati: quelli fighi entro le due pagine in times new roman 14, interlinea 1, 15, col programma di videoscrittura che ve pare a voi, purché editabile (ve possino se inviate PDF).
P.s.
Ma voi ci venite a “Letteralmente scalando”, il week tra 18 e 20 settembre, a Suvereto? Se non sapete cos’è bravi, fate parte di quella criccuccia olezzata di cui sopra; presidio culturale, rivendicazione d’indipendenza editoriale, resistenza programmatica alla débâcle territoriale dei piccoli borghi che poi tanto certi politici c’hanno la faccia come il culo. Tutto questo e pure più: noi, insomma, ci siamo. Voi, se volete, venite. A non fa piacere, pure a Suvereto, che è un posto fighissimo. Leggiamo, beviamo, fomentiamo. Orsù, pensateci su: non è Torino, è meglio.
Info qui, ça va sans dire: https://www.suvernova.it/
Vincenzo Trama
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