Gordiano Lupi -La bambola dagli occhi di cristallo - di Barbara Baraldi

Gordiano Lupi -La bambola dagli occhi di cristallo – di Barbara Baraldi

Barbara Baraldi
La bambola dagli occhi di cristallo
Giunti Editore  – Euro 16,90 – Pag. 310

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Barbara Baraldi sa maneggiare bene gli strumenti del thriller. Ho letto in due giorni questo bel romanzo che aveva scritto circa 20 anni fa e che ripropone (editato a dovere) per Giunti Editore. Nessuna pretesa di far letteratura, solo buon intrattenimento, colto e ben strutturato, conoscenza perfetta dei meccanismi di suspense e definizione adeguata dei personaggi. Dialoghi scorrevoli e ben congegnati. E alla fine anche la letteratura viene fuori… Barbara Baraldi – scrittrice della basa emiliana scoperta da Luigi Bernardi – ha tra i tanti meriti quello di aver restituito vitalità a Dylan Dog, dopo un periodo di crisi del personaggio, riportandolo ai fasti della miglior stagione orrorifica. Siamo in presenza di una narratrice di razza, sulle orme di Stephen King, autrice di romanzi come Aurora nel buio, Osservatore nel buio, L’ultima notte di Aurora, Cambiare le ossa, La stagione dei ragni, Il fuoco dentro (tutti pubblicati da Giunti). Altro che Avallone e Ciabatti, pretenziose scrittrici del niente! Tra queste pagine troviamo una storia avvincente, una sceneggiatura (da film) oliata a dovere, coinvolgente e intensa, priva di punti morti, con l’occhio del protagonista che cambia la prospettiva sul mondo pagina dopo pagina. La bambola dagli occhi di cristallo è un romanzo nero ben ambientato in una Bologna cupa e torbida, funestata da delitti e azioni di una serial killer con i tacchi a spillo, mentre la scrittrice ci delizia con citazioni cinefile del cinema che tanto ci piace (il poliziottesco italiano anni Settanta) e costruisce una trama che sembra scritta da Fernando di Leo o da un regista come il vecchio Ercoli. Protagonista un disilluso ispettore Marconi – pure lui sembra Merli in una storia di quel periodo – che indaga su storie intrecciate che portano alla morte diversi uomini violenti nei confronti di alcune donne. Il romanzo è composta da una serie di personaggi collaterali che la scrittrice riesce a gestire alternando diversi punti di vista e portando il lettore alla scoperta dell’identità di una Bambola giustiziera e vendicatrice. Barbara Baraldi in un’appendice finale spiega al lettore le motivazioni che l’hanno spinta a ripresentare questo intenso thriller, scritto per la prima volta nel 2005 mentre Bologna era funestata da una serie di aggressioni sessuali contro le donne. Il romanzo appartiene alla sua vita, perché la Baraldi da ragazzina ha subito un tentativo di violenza del quale sente le tracce sulla sua pelle, quindi ha voluto mettere su carta le sue sensazioni e sviscerare il problema come meglio sa fare, gridando a viva voce rabbia e indignazione. Non è cambiato molto in questi vent’anni, dice l’autrice, forse la situazione è persino peggiorata, quindi un simile romanzo sembra ancora attuale. La bambola dagli occhi di cristallo è stato riscritto integralmente perché la versione originale era andata perduta a causa di un guasto del computer. Il risultato è ottimo. Leggetelo, non ve ne pentirete!

Gordiano Lupi