GordianoLupi - L'anniversario - di Andrea Bajani

GordianoLupi – L’anniversario – di Andrea Bajani

Andrea Bajani
L’anniversario
Feltrinelli – Euro 16 – Pag. 130

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L’anniversario di Andrea Bajani è un libro talmente poco interessante che se il suo editore (Feltrinelli) non avesse trovato il modo di fargli vincere il Premio Strega non avrebbe meritato un attimo di attenzione. Il solo pregio che ho riscontrato nel volume consiste nella brevità, la storia si legge in un’ora, anche perché la letteratura non è pervenuta, lo stile è piatto, tra zero evoluzioni stilistiche, nessuna descrizione e assenza di scavo psicologico dei personaggi. L’anniversario è un atto di accusa nei confronti di una madre, incapace di ribellarsi allo strapotere familiare di un padre, ergo colpevole di aver rovinato la vita a un figlio sensibile che ha cominciato a vivere solo quando ha lasciato i genitori facendo perdere le sue tracce. L’anniversario di cui parla Bajani è il decennale dall’abbandono della casa paterna in occasione degli studi universitari, per prolungare l’assenza facendosi una famiglia (moglie e figlio), abbandonando i cocci del suo passato. Tutto viene scritto senza ricorrere a particolari elementi oggettivi ma basandosi su una serie di supposizioni – persino i presunti atti violenti materiali e psicologici del padre – viste dagli occhi del figlio. In un capitolo lo scrittore immagina la madre intenta a parlare con le amiche quando lui frequentava l’asilo e crede di poter sapere quali fossero i suoi argomenti di conversazione. In un’altra parte vede la madre compilare le parole crociate o leggere un romanzo e decide per lei che l’avrebbe fatto senza passione, solo per avere un’occupazione che sarebbe stata decisa dal marito. Bajani sostiene che la madre sia stata felice solo quando ha lavorato in un supermercato ma aggiunge che non è mai andata a farle visita sul posto di lavoro e non l’ha mai vista all’opera. Mi fermo con gli esempi. L’anniversario ha lo stesso valore letterario di un diario scritto da un adolescente narcisista, è solo un lungo sfogo a carattere consolatorio che fa star bene soprattutto chi lo scrive riempiendo di fango la vita dei genitori. Un libro che non vedi l’ora di aver finito, che lo porti in fondo per dovere, quando hai chiuso l’ultima pagina sei piuttosto irritato soprattutto perché sai di aver perso tempo (per fortuna poco) senza aver acquisito alcun valore culturale aggiunto. L’anniversario conferma una volta di più – come se ce ne fosse bisogno! – di quale fine abbia fatto il Premio Strega e quale sia il livello dei romanzi premiati. Tra l’altro non è certo un romanzo, ma la cronaca sterile e pedissequa di un’accusa nei confronti della famiglia di origine, scritta senza un briciolo di letteratura. So che non mi ascolterete, ma è romanzo da evitare.

Gordiano Lupi