Ivan Pozzoni – Perché scrivere col botto? + poesie sceltissime
PERCHÉ SCRIVERE COL BOTTO?
Scrivere col botto è una urgenza del tardomodernismo letterario. La fonosimbolicità onomatopeica è il nucleo dell’area iper-sinestetica del movimento (ostensive-inferential process verso il destinatario del messaggio): l’ostensione è la bomba che il mittente invia al destinatario al fine di costringerlo all’inferenza del messaggio. Per Sperber/Wilson: «[…] The communicator makes their informative intention manifest – they “show” that they want to communicate something […]» (con un bot-, cioè un bum, adeguato a svegliare il destinatario dormiente (lettore fake eracliteo) + «[…] The audience infers the communicator’s meaning using: the explicit content of the utterance, and the contextual assumptions available […]» (se il bot-, bum, del mittente è in grado di fare uscire dal coma estetico l’uomo medio) = «[…] A process in which one person (the communicator) produces a stimulus ostensively (to attract attention and indicate communicative intent), and another person (the audience) infers the intended meaning by reasoning about that intent […]» (cioè una comunicazione del messaggio col botto, atto a disacufenizzare l’uomo medio riconvertibile). L’area “terroristica” del movimento, cioè la mia, sostituisce l’Erziehung radbruchiana all’ostensive-inferential process: il bot-, cioè sbang, è lo schiaffone, metaforico, insostituibile nella rieducazione criminale di un destinatario disinteressato (fallettizzato) ad ogni forma di messaggio: «[…] Die Erziehungsstrafe ist mit einer dreifachen, fast unüberwindlich schweren Problematik belastet: sie bedeutet Erwachsenenerziehung, Zwangserziehung und Straferziehung […] Die pädagogische Strafe ist ein einzelner Akt im Rahmen eines von gegenseitigem Vertrauen durchwalteten Erziehungsverhältnisses, die kriminelle Straferziehung aber will gerade umgekehrt die Erziehung in den Rahmen der Strafe einzwängen und schafft dadurch eine Atmosphäre des Mißtrauens von der einen, des Trotzes von der anderen Seite, in der Erziehung kaum gedeihen kann […]» Bum + inferenza = attenzione al messaggio o sbang + violenza [i famigerati «calci nei denti» a un destinatario comfortizzato nella sua bubble filter], cioè il contrario della strategia lirico/elegia seduttiva e del residuo della kitchen poetry, curiosamente performativa senza riconoscere la triade mittente-messaggio-destinatario: carezze, col fine del business, e «vuoto», con cortocircuitazione del messaggio. Nelle carezze (interessate) elegiache e nel «vuoto» (oligarchico) kitchen dove sta il «[…] fece bottare in terra le doie turre […]» della Cronaca di Ferraiolo?
SONO RITORNATO SINGLE
Sono ritornato single, che il neo-consumismo ci costruirebbe un jingle
ritorno sul mercato matrimoniale con un’essenza ad effetto nuance,
sono idiota a sbattermi a inventare rime schizofreniche, datemi una chance
da mentitore seriale, come Platone nel mito della Taverna, creo un mingle
mistilinguistico, con la lingua ci so fare, ombra di un’ombra kitchen
coi miei riots innesco la rivolta ionica, con l’energia di un röntgen.
Mi sono liberato di una rottura di cojoni: organizza casa, detergi, usa Lysoform
l’uomo single, non ricchione, concepisce una spolverata come Grundnorm
vive, serenamente, in una stratosfera carente di Cif, Chanteclair o Vileda
si arrende, allo sporco intramobiliare, come un sintomo dell’Ayurvèda,
evita di fare finta di ascoltare il blablabla della compagna di un anno
e accetta le chiamate delle zc maritate/fidanzate senza un briciolo di affanno.
L’amore è una situazione 0, il suo sms alle 07.00 annienta ogni angoscia,
ti svegli felice, accogli la serenità, lontano da ogni logica da Fight Club,
scacci il dolore esistenziale e ti accingi a dir ramarro con la r moscia
di moscio hai la r, il resto ce l’hai duro (Lega), centro di un hub,
smisti vocaboli mistilinguistici senza distinguere tra epal e chep
l’ordinario di letteratura non capisce un cazzo e deve ricorrere al web,
tu la ami, la riami, la iper-ami, la decisione è un suo diritto inderogabile
soluzione è la resa, e rincorrere, di nascosto, tutto ciò che è scopabile.
CUCCHI È UN MEDIANO. IL BOMBER È POZZONI
C’è una sorta di faida nella linea lombarda. Si sono auto-inseriti Cucchi e Buffoni,
cultori della Google map poetry idonea a escludere Oldani, Vaccaro e Pozzoni,
Oldani è terminale (lasciamolo morire), Vaccaro è del Molise, Pozzoni è un feroce brianzolo
continuatore della tradizione lombarda di Dossi e Lucini, con l’estro di un armaiolo,
confeziona bombe da lanciare su regime e anti-regime, come un anarco-sindacalista
da iper-stirneriano manda in culo ogni sindacato e inanella rime da teppista.
I milanesi sono frou-frou, froci dell’arte, lasciamo ad artisti brianzoli e bergamaschi
il rifiuto della seduzione del lettore, un nuovo uso dell’hic et nunc (ironico),
scaturente dall’analisi dell’Oxbridge e ottenuto dal recupero di artisti maschi
con la devozione al trash e la neutralizzazione dei recentissimi fiaschi da antistaminico
dei lirico/elegiaci sparsi, senza identità, nell’orizzonte letterario rionale
c’è da bombardare, a caso, come Israele, Hamas o amàss, alla fin fine è uguale,
F-15I “Ra’am”, F-16I “Sufa” F-35I “Adir” sono caccia/bombardieri micidiali
e non si fermano, non si firmano, destabilizzando scenari an-estetico occidentali.
La vita da mediano, di Ligabue, annienta il ruolo del bomber d’aria di rigore,
se ne frega della squadra, finta, destro, e rete, finta, destro e rete, finta, destro e rete
i compagni devono essere abituati a correre con la metafora del seduttore,
il bomber se ne frega di squadra, tifosi e società, finta, destro, e rete, ad infinitum, col machete
come un dirigente del Ruanda su un nullatentente del Burundi, senza opportunità,
ti stacco un braccio, fino all’intervento ONU o FGCX, cerco la palla in porta,
tra Anceschi e wikipedia la LAN lombarda si è arricchita di centinaia di autorità
come se la Lega Lombarda avesse candidato Saviano a sindaco di Orte.
ONAN IL BARBARO
Strafacciare senza un editore, è come scopare senza un partner, Onan il barbaro celta dei Cenomani,
figlio di Judah, figlio di Jacob, figlio di Isaac, di Abraham, di Terach, di Nahor, di Serug, di Reu, di Peleg, di Heber, di Selach, di Arphaxad, di Shem, di Noah, di Ptah, fino alla coppia dei due Adami, versò a terra il suo seme, non esisteva il facial da utilizzare su una ventenne saccente bas-bleu.
Consiglio alla Menega di non strabordare e metto tutti a bordo, avvitandoci come un groviglio nei meandri del labirinto della mia malattia invettiva, disancoro senza i necessari salvagenti,mi inchino, all’isola del Giglio, come Alice davanti alle avances hard del Bianconiglio, e, mentre la nave affonda, io chiacchiero allo smartphone, vittima della Gerede dei deficientidella Generazione selfie, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, Searle ho citato Heidegger, Confiteor nell’Erziehung – accolta dalla Costituzione italiana – dell’illuminismo austriaco chi sa nuotare, nel mondo fluido, si salva, chi non sa nuotare annega, ci affidiamo a Ratzinger tra NSDAP e Hitlerjugend è forte il richiamo a S. Sepolcro e mi imbottisco di ansiolitico.
Però, da sinistra, mi invitano al copyleft e da destra al copyright mi tocca fare il democristiano invento il copymiddle, faccio l’art senza ista o l’ista senza art, conviene iniziare spargere menate col titolo nobiliare e due palazzi, impongo al mondo dell’arte di mantenermi a markette sul divano magari, se avessi smesso di succhiar cazzi e iniziato a lavorare, Dama, non ti servirebbe un Mecenate, G.(Tri)Cilnius Maecenas, nella Cena Trimalchionis dell’arbiter non ti avrebbe fatto dissanguare, Petronius, quem arbiter elegantiae Neronis habebat scripsit codicillos, quibus Neronis flagitia rettulit l’art-ista tardomoderno sparge il suo seme senza la mania dello uomo-zerbino di andare a ingravidare le donne-maschio che cantano: «Andiamo a comandare» su relazioni tossiche come l’eternit.
SON(N)ETTO TARDOMODERNISTA
Ho incontrato Arminio in un campo di amaranto raccolto da contadini birmani sull’Irrawaddy,
la mia sorpresa è stata forte, nella selva di Teutoburgo sono state massacrate tre legioni romane,
«Vare, redde mihi legiones» e scrivi testi ecologisti sversi a intraprendere un atto di Глади,
Hermann, lisciare ti conviene, sono soldi e hai fatto dell’arte un mestiere da lubriche mezzane,
nel tuo girovagare, con la bisaccia, paese/paese, sembri Francesco, senza santi, in odore di diaspora
la montatura business poetry è che ricevi molto cash e tenti di mettere ogni donna a pecora.
Ivan Pozzoni
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