Vincenzo Trama – Avevo le mie ragioni – di Tadej Golob
Tadej Golob
Avevo le mie ragioni
Ronzani Editore – 440 pagine – Euro 20

Difficile rimanere indifferenti al nuovo lavoro di Tadej Golob, Avevo le mie ragioni, edito ancora da Ronzani per la traduzione dell’ottima Patrizia Raveggi.
Dopo Dove nuotano i pesci gatti ritornano nelle librerie italiane le avventure di Taras Birsa e del suo team, sezione crimini di sangue. Questa volta tutto nasce dall’omicidio di un’anziana senzatetto nei pressi del parco Lenin: qualcuno le ha sparato nel cuore della notte e tutti sembrano non saperne niente. Birsa e i suoi svolgeranno all’interno del condominio che dà sul parco le indagini che riveleranno identità nevrotiche, spesso omertose, in una discesa – o forse meglio dire risalita – all’interno di quello che sembra essere strutturato quasi proprio come un infernale girone dantesco. A pochi giorni di distanza un nuovo omicidio in un centro culturale fa presumere un collegamento tra le due morti: è l’inizio di una disamina sulla società slovena che viaggia in parallelo con la ricerca dell’assassino. Appare palese infatti come dietro alle due morti ci sia un movimento di neonazisti che, senza troppi problemi, rivendica con scritte sui muri o apprezzamenti social la propria posizione in merito.
Golob continua a presentare tramite il suo personaggio principale, Taras Birsa, le inclinazioni più o meno dichiarate o rinnegate degli sloveni, connotandole in modo spesso ironico: dallo sport al cibo, fino alle derive politiche che sembrano diffondersi quasi in tutto il resto del mondo che osa dirsi civilizzato. Si diverte, e si nota, a giocare con luoghi comuni e debolezze della sua gente, offrendoci però un ritratto composito e mai banale. Come per niente banali sono le sfaccettature che in questo romanzo presentano i cosiddetti personaggi secondari, che di fatto poi non lo sono per niente. A partire da Tina Lanc, che in questo romanzo prende il comando delle operazioni a seguito delle cattive acque in cui Birsa naviga dopo il pestaggio al lago di Bohinj, avvenuta nel primo libro.. Lei, più di ogni altro, compie in questa indagine una profonda riflessione su di sé e sulle proprie aspettative, cercando nel frattempo di risolversi in quel rapporto ormai più che problematico che ha sviluppato con Birsa. Ma anche Brajić, che patisce la propria solitudine annegandola nel cibo e nell’alcol, si svincola dalla routine quasi tossica con il collega Osterc e, mostrando senza più filtri la propria debolezza, muta pelle, o almeno cerca di farlo. In mezzo a tutti questi cambiamenti il solo Birsa sembra fermo nelle proprie posizioni: il suo metodo, la sua tempistica, il suo sport, in poche parole, le sue regole. Golob sa benissimo che il suo protagonista, statico antieroe incapace di uscire dai propri schemi, è il fulcro attorno a cui, volente o nolente, tutto ruoterà coinvolgendo e trascinando con sé le esistenze che si troveranno nei suoi paraggi. Ecco perché non ci si stupisce a vederlo a colloquio con “conoscenze” governative con la stessa dialettica con cui affronta la moglie Alenka, il cui legame è labile come il filo su sui sembrano camminare i nostri in questa indagine, alla ricerca di un equilibrio che sembra proprio impossibile.
Avevo le mie ragioni scava nel solco delle (in)sicurezze di una città, Lubiana, che in questo romanzo appare lo sfondo ideale di un Paese sull’orlo di un collasso: sfiancata dal caldo torrido, solo in apparenza sicura, muta ma non per questo innocente. Golob è bravissimo a proseguire il suo percorso di dissezione socio-culturale, scrivendo un ennesimo capitolo di una saga che qui in Italia è arrivata solo al secondo libro, ma che in patria consta già di quattro romanzi e da cui è stata tratta anche una serie televisiva di successo. Nella speranza che Ronzani ci porti in casa anche i successivi capitoli di Birsa e soci, ci culliamo nell’attesa con queste quattrocento e passa pagine che non vi lasceranno dormire sonni quieti: un parco Lenin, se state bene attenti, sono certo si trovi anche vicino a casa vostra.
E voi, a questo punto, cosa farete?
Vincenzo Trama
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