Vincenzo Trama - Fior di Sardegna - di Grazia Deledda

Vincenzo Trama – Fior di Sardegna – di Grazia Deledda

Grazie Deledda
Fior di Sardegna
Catartica Edizioni –  232 pagine – Euro 17 –

Link diretto al libro

Catartica Edizioni è una realtà sarda fortemente ancorata alla produzione letteraria della propria terra. La Sardegna, isola felice e porto sicuro di tanti vacanzieri, è però ben di più di quella che ci viene spesso raccontata nei resoconti turistici, tutta spiaggia bianca infinita e vento che spazza le nubi di qualsiasi orizzonte. 

Conoscerla attraverso una serie di titoli che Catartica propone è senz’altro utile per avvicinarsi al cuore di una regione aspra, spesso tignosa, che lontana dalle luci della ribalta mantiene un forte senso di appartenenza a usi e costumi della propria tradizione, con un riserbo ostinato che è più simile al pudore che alla chiusura mentale. 

Non stupisce affatto che nella collana Raichinas, dunque, veda la luce la ripubblicazione del primo romanzo di Grazia Deledda, all’epoca giovanissima, che esordisce con Fior di Sardegna nel 1891. Qui, lontana ancora da quel 1926 in cui riceverà il premio Nobel per la letteratura, la Deledda descrive, appena ventenne, una vita di provincia sarda, quella della giovane protagonista Maura Mannu, che si incrocia e si incastra con quella di esistenze simili alla sue: silenziose, spesso arse, vagamente inquiete.

Lo è sicuramente Marco Ferragna, il giovane avvocato che perde la moglie Lara a causa di un brutto male e che, con il passare degli anni, vedrà nella piccola Maura il ritratto della defunta consorte, fino a innamorarsi perdutamente di lei. E lo è anche Massimo Massari, praticante presso lo stesso Marco, che si innamora della stessa ragazza e che dovrà fare i conti sia con l’antico astio fra le famiglie Mannu e Massari che con  il disagio di dover mentire al suo datore di lavoro, che lo ha preso sotto la sua ala come un fratello minore.  

Ma soprattutto lo è Maura, che, appena bambina, per consolare il giovane Marco, gli propone di farsi chiamare Lara, come la moglie appena scomparsa, credendo di alleviare così un po’ il suo dolore, richiamandone alla memoria almeno un’ombra vaga di vita, specchiandosi nella sua. Ed è così che continueremo a conoscere la protagonista di questo romanzo, con il nome di Lara, seguendola in un percorso di formazione che la vedrà crescere, fortificarsi, apprezzare l’ebbrezza di un primo tocco diafano d’amore e poi capitolare, poco più tardi, divorata dai fantasmi di un’esistenza che la piccola cittadina sembra riservarle, mentre si spegne pian piano la sua fiamma, assottigliandosi come il suo stesso corpo, che pare spezzarsi piegato da un’inerzia che Lara non sembra anche fisicamente accettare. 

Fino a poi l’incontro con Massimo e da qui lo scoppiare di un nuovo fuoco inatteso, questa volta più intenso e duraturo: e da qui l’epilogo dolceamaro di questo bel romanzo verista, frutto di una costruzione sì complessa ma estremamente godibile sul puro piano della lettura. 

La Deledda infatti scrive in un italiano che in quegli anni era appannaggio di pochi, mostrando un gusto stilistico tuttavia moderno e ancora oggi fruibile. Fior di Sardegna è infatti un omaggio ancora attuale di una terra tanto simile alla sua protagonista: fiera, risoluta, combattiva, eppure estremamente sensibile e delicata. Lara Mannu è ragazza che combatte per amore contro il volere – pur paterno – dello zio Salvatore, ma lo fa con patimento, struggendosi dei suoi stessi sentimenti, quasi si sentisse in colpa per un batticuore che tutti sentono fuorilegge tranne lei. 

Rileggere questo romanzo a distanza d’anni, allora, è in fondo tuffarsi in un entroterra della produzione letteraria della Deledda forse oggi meno nota. Come riprendere in mano il vecchio van, quindi, abbandonare le pur sicure tratte della costa e spingersi verso l’interno, dove la terra si fa più brulla e le rocce aumentano crepando lo sguardo. Lì, forse, in quegli antichi paesi che ancora oggi sembrano fermi nel tempo, potremo trovare tracce antiche di un mondo passato, tracce che ci parlano di Lara, di Nunzio, di Margherita e di altre vite passate e presenti che appena nascoste, forse, nascondono ancora storie troppo belle per non essere (ri)scoperte. 

Vincenzo Trama