Gordiano Lupi - "Le leggende dell’Inter" di Andrea Ramazzotti

Gordiano Lupi – “Le leggende dell’Inter” di Andrea Ramazzotti

Andrea Ramazzotti
Le leggende dell’Inter
Diarkos – Pag. 280 –Euro 17

 

Una squadra leggendaria come l’Inter -113 anni di storia, 19 scudetti – è difficile da riassumere in sole 30 leggende calcistiche che hanno calcato il manto erboso di San Siro (adesso Giuseppe Meazza). Andrea Ramazzotti, giornalista sportivo e corrispondente pistoiese del Corriere dello Sport dal 2004, ci prova, consapevole del rischio che corre, sa bene che per un vecchio interista non citare Giuliano Sarti, Angelillo, persino Cella, Burgnich e Bordon è paragonabile a una bestemmia. Il libro, però, è abbastanza esaustivo, in attesa di un volume due, magari per festeggiare un altro scudetto, perché rappresenta un percorso equilibrato tra diverse epoche, da Meazza a Lukaku, senza soluzione di continuità. Trova spazio tra pagine vibranti passione persino Benito Lorenzi (di famiglia fascista), detto Veleno, perfido attaccante degli anni Quaranta, che in area di rigore non dava scampo al diretto avversario, attaccabrighe, cattivo quanto basta, ben identificato dal mitico soprannome. Per contrapposizione incontriamo anche un gentiluomo livornese come Armando Picchi, perduto troppo presto, il mitico Sandro Mazzola, figlio di cotanto padre, e Luis Suarez, architetto della grande Inter di Moratti ed Herrera. Curiosità soddisfatte con schede che sono dei veri e propri racconti, di facile lettura, agili ma completi, dove l’appassionato può incontrare aneddoti e vicissitudini di ogni calciatore. Altobelli, per meriti di alfabeto, è la prima leggenda, calciatore smilzo di Latina, soprannominato Spillo, che diventò un beniamino di San Siro e un sicuro riferimento per la Nazionale. Il libro prosegue con l’incostante (ma amato) Beccalossi, lo zio Bergomi, l’infaticabile Berti, il bomber Boninsegna; ogni capitolo è un’avventura nel grande passato di una squadra amata da molti sportivi, perché l’Inter non è come la Juventus che si ama o si odia, in Toscana è possibile tifare Livorno o Fiorentina, ma avere una passione segreta nerazzurra. Io che vivo in terra maremmana so di una Livorno interista e di una Piombino nerazzurra, sia nei colori della squadra locale che nella fede diffusa, anche perché nell’Internazionale di Milano ha giocato una leggenda dimenticata da Ramazzotti, ma non da me. Parlo del grande Lido Vieri, portiere che in Nazionale ha fatto la riserva solo perché aveva davanti Albertosi e Zoff, per finire la carriera a Pistoia, a 47 anni, come giocatore – allenatore. Da interista di provata fede familiare consiglio di leggere Le leggende dell’Inter, titolo che in una biblioteca nerazzurra non deve mancare!

Gordiano Lupi

 

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