Vincenzo Trama - "L'estate muore giovane" di Mirko Sabatino

Vincenzo Trama – “L’estate muore giovane” di Mirko Sabatino

Mirko Sabatino

L’estate muore giovane

Nottetempo – 304 pagine – Euro 16,00 (e-book a 8,99)

 

Link diretto al libro

Recupero questo libro del 2018 di Mirko Sabatino con l’intenzione di sintonizzarmi sulle frequenze di quest’estate appiccicosa e ancora troppo incerta. Inoltre la storia ruota attorno ai perni di un mondo narrativo che apprezzo particolarmente: quello della adolescenza, o della sua fine – meglio sarebbe dire trapasso – nel senso di passare attraverso, letteralmente. Questo è ciò che fanno Primo, Mimmo e Damiano, i tre protagonisti di L’estate muore giovane, romanzo d’esordio dell’autore pugliese classe 1978. E proprio in Puglia si svolge il romanzo, in un anonimo paese di terra arsa dal sole, che chiunque di noi ha sentito sfarinarsi in bocca quando finiva la scuola e i pomeriggi erano lunghi come i pensieri che venivano nelle ore del meriggio, dopo l’ennesima partita sul campetto di ghiaia dell’oratorio. È il 1963 e tutto sembra scorrere come un’estate di millenni fa: i ragazzini sentono cuocere il tempo sulla pelle in una bolla d’afa e sudore, quando ecco che ogni cosa precipita. In maniera quasi fortuita i tre bambini stringono un patto che sconvolgerà le loro vite per sempre, in un crescendo di eventi drammatici che difficilmente lascerà il lettore indifferente. L’estate muore giovane è un romanzo di formazione scritto con una densità particolare, quasi trasudasse degli umori dei giovani protagonisti presenti. La loro (in)capacità di fronteggiare un mondo adulto ostile e violento è descritta con tono lieve e quasi poetico, in stridente contrasto con quanto tutti loro dovranno, volente o nolente, affrontare. Eccolo quindi il trapasso: il libro ne è pieno ed è una continua eco che risuona forte, in modo letterale. La stessa lettera del padre di Primo è un suo simulacro, per quanto nei toni cerchi di essere rassicuranti. Mi pare evidente – ma forse mi sbaglio – che in questo libro l’autore abbia voluto celebrare il funerale dell’adolescenza, adottando meccanismi di narrazione che ne perpetuano il rito, scivolando da un personaggio all’altro: Viola, Ida, Potito Capece, lo stesso Don Gerardo.

La bellezza di questo libro sta nella scorrevolezza della scrittura, cosa non scontata se si pensa alla mole di episodi – perlopiù contrassegnati dal marchio del dolore – che l’autore inanella uno dopo l’altro. Ma è presente anche l’ironia, una sorta di innato humour – quello che ci portiamo dietro dodicenni, quando il mondo non può che perdere contro di noi – che permea diversi episodi del romanzo, in particolare alcuni scambi di battute fra Damiano e Mimmo. Insomma, Mirko Sabatino con la penna dimostra di saperci fare, e non un caso che L’estate muore giovane ha conseguito una serie di riconoscimenti importanti, tra cui l’arrivare tra i libri finalisti del premio POP.

Tra i rimandi del libro è impossibile non riconoscere lo sguardo del King di The body, probabilmente il miglior racconto sull’adolescenza mai partorito da mente umana. Personalmente ho letto tante piacevoli somiglianze anche con Il regno degli amici (Einaudi 2015) di Raoul Montanari: anche in questo romanzo la storia si snoda attraverso le vicende di tre giovani ragazzi in un’estate nei dintorni di Milano nel 1982. Cambia l’ambientazione e l’epoca, ma l’atmosfera è molto simile, per cui vi consiglio di leggere anche questo libro nel caso il libro di Sabatino vi abbia ingolosito. E poi, non ultimo, ci leggo un omaggio a Il popolo dell’autunno del maestro Bradbury; il legame tra Primo e suo padre, invisibile ma fortissimo, la presenza incombente della morte, la tensione costante e l’amicizia nonostante tutto fra James e William.

Dateci dentro e cercate di trovare spazio fra le vostre letture da ombrellone: questo ve lo brucia per quanto fuoco ha dentro, fidatevi.

 

V.Trama

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