Vincenzo Trama - Bentu malu di Luca Tolu

Vincenzo Trama – Bentu malu di Luca Tolu

Luca Tolu

Bentu malu

Catartica edizioni 

 256 pagine – Euro 16

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A cavallo tra il 1861  e il 1862, gli anni decisivi dell’unità d’Italia, in terra sarda si consuma una vicenda che ha il sapore antico della rivalsa famigliare, ma in un contesto che fa riecheggiare ad ogni pagina il clima di forte tensione tra una nazione che stava divenendo – coi suoi pro e i suoi contro – e un popolo lontano, non solo da un punto di vista geografico, ma anche quello culturale e sociale. È ciò che avviene nel bel romanzo di esordio di Luca Tolu Bentu malu, il vento cattivo che soffia disgrazia senza pietà e contro cui non c’è niente (o forse) da fare. 

Tolu è un giovane professore di diritto ed economia politica che ha a cuore la storia della sua Sardegna; non è nuovo a scriverne con saggi, articoli ed approfondimenti, ma muove per la prima volta i passi nell’universo della narrativa per dare più fibra a questioni e vicende che la sola ricerca storiografica fa più fatica a restituire. Tolu riesce nel suo intento imbastendo un romanzo ricco di personaggi ben delineati, mai caricaturali, forti di una costruzione in cui allo spessore psicologico di ognuno si intreccia il portato epocale di un vissuto senza precedenti, che induce ognuno ad interrogarsi sul proprio presente e sul proprio futuro, da consolidare o da inventare, a costo di perdere la propria vita, se stessi o l’intera comunità con cui si è cresciuti.

Bentu malu si articola attorno alla famiglia Angius, centro propulsore attraverso cui si snoda tutta la vicenda; ci troviamo nel sud della Sardegna e più precisamente a Barracas de Basciu, cioè Baracche di sotto, un villaggio agricolo dove la vita scorre semplice ed è scandita dal ritmo naturale delle stagioni, come si evince anche dai titoli dei dodici capitoli che riportano i mesi dell’anno. A sconvolgere l’equilibrio della comunità è il ritorno inaspettato di Gerardo Mocci, soldato cagliaritano che riteneva che parlare il fiorentino significa essere civili. La sua partenza era stata segnata dai continui scontri con gli Angius e in particolare con il patriarca tziu Efis, che aveva dovuto acconsentire alle nozze della nipote Lucia, da cui era nato il piccolo Elias, ribattezzato dal solo Gerardo con il nome Italo, a sottolineare la marcata differenza che lui pretendeva di avanzare al netto di tradizioni che non aveva mai inteso di abbracciare. Il suo contingente, partito per fare l’Italia, non aveva più dato notizie ed era pacifico per tutti che Gerardo avesse trovato la morte in battaglia.

Quel che avviene invece appena Gerardo mette di nuovo piede in terra sarda attiva il motore attraverso cui tutto si trasforma, comprese le esistenze e le storie personali dei  personaggi coinvolti. Pedri Angius, cioè Don Mariano, il parroco della comunità, è l’epicentro di questo terremoto esistenziale: il suo cambiamento è umano prima ancora che religioso e porterà ad una radicale consapevolezza che si scontra – anche a livello narrativo – con il sedimento delle tradizioni che Gerardo si ostina anche con il sangue a voler combattere, in una resa dei conti finale che avvince il lettore conducendolo al termine di questa diaspora all’incontrario.

Bentu malu non è libro di facile scorrevolezza, tutt’altro. Richiede, quantomeno per un’adeguata comprensione di quel sardo che Tolu macera nei dialoghi ferrosi e stridenti, un’attenzione prolungata, necessaria per immergersi nell’humus della storia, sporcandosi di terra e sangue, al netto di bandiere che ancora non si sa bene se – e quale – issare.

La scelta di imbastire i dialoghi in dialetto sardo – ovviamente tradotti nelle note –  sbilancia il romanzo verso quel realismo che fa di questo testo un’opera corale che testimonia un portato comunitario importante, che restituisce il vissuto di un popolo di cui Catartica si fa ormai solido portavoce, dando alle stampe un ennesimo esempio di come si possa fare della nuova narrativa partendo dai propri luoghi, dai propri vissuti, dalle proprie radici. Ci vuole coraggio, per innovare. Ancora di più nel farlo rimanendo ancorati alla propria identità territoriale, senza risultare macchiettistici. Non è il caso di Bentu malu, che il vento cattivo lo soffia in faccia ai propri lettori facendogli grattare la pelle dalla polvere e dalla desolazione.

Se si vuole leggere un’altra Sardegna prego accomodarsi: di là, Giunti al punto, spesso è aperta. Qui no.

Vincenzo Trama