Ulises Paniagua – Tres poemas – traduzione di Gordiano Lupi
No, Proudhon
A Enrique Dussel
y su estética de la liberación
Dice Proudhon que los humanos son los únicos seres
que pueden apreciar la belleza
Pero he visto al canario de la selva batir sus alas, hacer una reverencia al sol
como lo hace un poeta que conjura la belleza en medio de un delirio
El canario ama al sol
Cuando bate sus alas, emite un juicio estético
Hay asombro más allá de una jaula hecha de palabras
Dice Proudhon que los humanos son los únicos seres
que pueden apreciar la belleza
Miente.
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Asómbrate
Asómbrate: nos fue dado el lenguaje
Qué mecanismo neuronal más maravilloso
Qué manera de transmitir ideas a través del aire
Qué ondulaciones magníficas, éstas que unen
raíces profundas sin palparnos
Qué magia invisible la del lóbulo frontal
Qué modo de alumbrar el intrincado tapiz
del exo-cerebro
Admírate
Nos concedieron este cuerpo
(la naturaleza supo lo que hacía)
Cada órgano
cada pieza perfectamente
organizada como una ciudad:
una prolongada novela
Un sistema que regula la sangre:
el agua en la sangre, el oxígeno en la sangre
la más profunda y orgánica tecnología
Contempla estas maravillas:
las vísceras, artilugios de materia viva
los pulmones, el riñón, el vientre de una madre:
mecanismos de carne y sustancia
Sorpréndete
Tomamos decisiones cada día
Improvisamos rutas sobre miles, millones de calles
(reconocibles o ajenas)
Bifurcaciones somos
Multiplicación infinita
que deriva en nuevas permutaciones
Neuronas profundas
Conexión con conexiones ajenas
Red a la que nombramos Historia
21 luminosos gramos (que entendemos por alma)
conectados a 21 gramos de otros tantos vivos
y muchos, muchos muertos
Aprendices de sinapsis que ya partieron
Radio-comunicaciones que asentamos en papel
En libros: esa gran placenta del mundo
De nuestro mundo
Asómbrate
Nos han dado el nombre
Nos fue dada el agua
Gozamos la percepción de la luz
Sabemos que estamos aquí, ahora
Presentimos la vida
(de un modo, torpe, primitivo
pero sabemos)
Resígnate
La Inteligencia Artificial, sin duda, habrá de trascendernos
La tierra seguirá adelante sin nosotros
La verde yerba nos nacerá desde la piel
Seremos el pasto de nuevos milenios
Volverán los mares y los ríos
-en su sabiduría infinita-
a reclamar lo que siempre ha sido suyo
Nos hundiremos en el tiempo
Muy abajo
Es cierto
Mas, por lo pronto, admírate
Somos excepciones pequeñas
profanas
Asómbrate
Nos fue dado el lenguaje
el tiempo, la música
los números, el amor
Nos fue concedido el conocimiento.
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Teseo en ti
La paradoja de la nave de Teseo narra cómo, al zarpar de Creta
su barco estaba completo
Tanto, como su ánimo de regresar al verde terruño
(Existen dos dudas, sin embargo:
si la historia es verídica, y si
Teseo fue un héroe o un asesino de minotauros)
Tales datos son irrelevantes
***
La paradoja de la nave de Teseo afirma que, sobre la marcha
el barco sufrió daños letales
Se fue deshaciendo pedazo a pedazo
tormenta a tormenta
madero a madero
Cada pieza rota -como nuevos ojos, como nuevas manos-
se sustituyó por una idéntica
un repuesto quizá de universos paralelos
(La leyenda no explica por qué existía una cosa idéntica
para cada cosa
o en qué bodega se guardaban tan cuánticos
o metafísicos espejos)
Tales datos, aquí, son irrelevantes
***
El asunto es que, al llegar a Grecia
ante todas las piezas alteradas
nadie pudo descifrar si el barco era
o no era
el mismo barco
(¿Es esto cierto?
¿Alguna vez existió algo verdaderamente cierto?)
***
La paradoja de la nave de Teseo establece
que nadie sabe si el barco verdadero
era el primero, el subsecuente o el último
Así ocurre con nosotros
Cuando niños, fuimos un barco
Cuando adolescentes, otro distinto
Hoy, nadie sabe si navegamos con piezas nuevas
Si somos, o no, aquello que fue reconstruido
¿Qué versión de nuestro navío
arribará al último puerto?
*
Ulises Paniagua (México, 1976)
Narrador y poeta. Ganador del Concurso de Cuento Gabriel García Márquez (2019). Entrevistado por Silvia Lemus en “Tratos y retratos” de Canal 22 (2022). Incluido en la antología Puente y Precipicio, en Rusia (2019). Autor de dos novelas, nueve libros de cuentos, dos de crónica y siete poemarios. Director del Coloquio Internacional de Poesía y Filosofía. Director y fundador del Festival Internacional Poesía por el Agua. Traducido al inglés, ruso, griego, serbio, checo e italiano.
Tre poesie di Ulises Paniagua
No, Proudhon
A Enrique Dussel
e alla sua estetica della liberazione
Dice Proudhon che gli esseri umani sono le uniche creature
capaci di percepire la belleza
Ma ho visto il canarino della selva battere le ali, inchinarsi al sole
come fa un poeta che evoca la bellezza in mezzo al delirio
Il canarino ama il sole
Quando batte le ali, emette un giudizio estetico
C’è stupore oltre una gabbia fatta di parole
Dice Proudhon che gli esseri umani sono le uniche creature
capaci di percepire la bellezza
Mente.
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Meravigliati
Meravigliati: ci è stato dato il linguaggio
Che meraviglioso meccanismo neuronale
Che modo di trasmettere idee attraverso l’aria
Che magnifiche ondulazioni, queste che uniscono
radici profonde senza toccarci
Che magia invisibile del lobo frontale
Che modo di illuminare l’intricato arazzo
dell’exo-cervello
Meravigliati
Ci è stato concesso questo corpo
(la natura sapeva cosa faceva)
Ogni organo
ogni pezzo perfettamente
organizzato come una città:
un romanzo prolungato
Un sistema che regola il sangue:
l’acqua nel sangue, l’ossigeno nel sangue
la più profonda e organica tecnología
Contempla queste meraviglie:
le viscere, strumenti di materia viva
i polmoni, il rene, il ventre di una madre:
meccanismi di carne e sostanza
Sorpresa
Prendiamo decisioni ogni giorno
Improvvisiamo percorsi su migliaia, milioni di strade
(riconoscibili o estranee)
Siamo biforcazioni
moltiplicazione infinita
che deriva in nuove permutazioni
Neuroni profondi
connessione con connessioni altrui
rete che chiamiamo Storia
21 luminosi grammi (che chiamiamo anima)
connessi a 21 grammi di altri viventi
e a molti, molti morti
Apprendisti di sinapsi già partiti
radiocomunicazioni che fissiamo sulla carta
in libri: quella grande placenta del mondo
del nostro mondo
Stupisciti
ci è stato dato il nome
ci è stata data l’acqua
godiamo della percezione della luce
Sappiamo di essere qui, ora
intuiamo la vita
(in modo goffo, primitivo
ma lo sappiamo)
Rassegnati
L’Intelligenza Artificiale, senza dubbio, ci trascenderà
La terra andrà avanti senza di noi
L’erba verde nascerà dalla nostra pelle
Saremo il pascolo di nuovi millenni
Torneranno mari e fiumi
– nella loro infinita saggezza –
a reclamare ciò che è sempre stato loro
Affonderemo nel tempo
molto in profondità
è certo
Ma, per ora, meravigliati
siamo piccole eccezioni
profane
Stupisciti
ci è stato dato il linguaggio
il tempo, la musica
i numeri, l’amore
Ci è stato concesso il sapere.
Teseo in te
Il paradosso della nave di Teseo narra come, salpando da Creta
la sua nave fosse intatta
tanto quanto il suo desiderio di tornare alla verde terra natale
(esistono però due dubbi:
se la storia sia vera, e se
Teseo fosse un eroe o un assassino di minotauri)
dati irrilevanti
**
Il paradosso della nave di Teseo afferma che, lungo il viaggio
la nave subì danni letali
si disfece pezzo dopo pezzo
tempesta dopo tempesta
tavola dopo távola
ogni pezzo rotto – come nuovi occhi, come nuove mani –
venne sostituito da uno identico
un ricambio forse proveniente da universi paralleli
(la leggenda non spiega perché esistesse qualcosa di identico
per ogni cosa
o in quale magazzino si custodissero tali specchi
quantici o metafisici)
dati irrilevanti
**
Il fatto è che, arrivando in Grecia
di fronte a tutte le parti alterate
nessuno seppe stabilire se la nave fosse
o non fosse
la stessa nave
(è vero?
è mai esistito qualcosa di veramente vero?)
**
Il paradosso della nave di Teseo stabilisce
che nessuno sa se la nave autentica
fosse la prima, la successiva o l’ultima
Così accade con noi
Da bambini siamo stati una nave
Da adolescenti un’altra
Oggi nessuno sa se navighiamo con pezzi nuovi
se siamo, o non siamo, ciò che fu ricostruito
Quale versione della nostra nave
giungerà all’ultimo porto?
(Nota biografica)
Ulises Paniagua (Messico, 1976)
Narratore e poeta. Vincitore del Concorso di Racconto Gabriel García Márquez (2019). Intervistato da Silvia Lemus in “Tratos y retratos” di Canal 22 (2022). Incluso nell’antologia Puente y Precipicio, in Russia (2019). Autore di due romanzi, nove libri di racconti, due di cronaca e sette raccolte poetiche. Direttore del Colloquio Internazionale di Poesia e Filosofia. Direttore e fondatore del Festival Internazionale Poesia per l’Acqua. Tradotto in inglese, russo, greco, serbo, ceco e italiano.
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