Ulises Paniagua – Tres poemas – traduzione di Gordiano Lupi

No, Proudhon

A Enrique Dussel

y su estética de la liberación

Dice Proudhon que los humanos son los únicos seres 

que pueden apreciar la belleza

Pero he visto al canario de la selva batir sus alas, hacer una reverencia al sol

como lo hace un poeta que conjura la belleza en medio de un delirio

El canario ama al sol 

Cuando bate sus alas, emite un juicio estético

Hay asombro más allá de una jaula hecha de palabras

Dice Proudhon que los humanos son los únicos seres 

que pueden apreciar la belleza

Miente.

_________________________________________________________________________

Asómbrate

Asómbrate: nos fue dado el lenguaje

Qué mecanismo neuronal más maravilloso

Qué manera de transmitir ideas a través del aire

Qué ondulaciones magníficas, éstas que unen 

raíces profundas sin palparnos

Qué magia invisible la del lóbulo frontal

Qué modo de alumbrar el intrincado tapiz 

del exo-cerebro

Admírate

Nos concedieron este cuerpo

(la naturaleza supo lo que hacía)

Cada órgano

cada pieza perfectamente 

organizada como una ciudad:

una prolongada novela 

Un sistema que regula la sangre:

el agua en la sangre, el oxígeno en la sangre

la más profunda y orgánica tecnología

Contempla estas maravillas:

las vísceras, artilugios de materia viva

los pulmones, el riñón, el vientre de una madre: 

mecanismos de carne y sustancia

Sorpréndete

Tomamos decisiones cada día

Improvisamos rutas sobre miles, millones de calles

(reconocibles o ajenas)

Bifurcaciones somos

Multiplicación infinita 

que deriva en nuevas permutaciones 

Neuronas profundas

Conexión con conexiones ajenas

Red a la que nombramos Historia

21 luminosos gramos (que entendemos por alma) 

conectados a 21 gramos de otros tantos vivos 

y muchos, muchos muertos

Aprendices de sinapsis que ya partieron

Radio-comunicaciones que asentamos en papel

En libros: esa gran placenta del mundo

De nuestro mundo

Asómbrate

Nos han dado el nombre

Nos fue dada el agua

Gozamos la percepción de la luz

Sabemos que estamos aquí, ahora

Presentimos la vida

(de un modo, torpe, primitivo

pero sabemos)

Resígnate

La Inteligencia Artificial, sin duda, habrá de trascendernos

La tierra seguirá adelante sin nosotros

La verde yerba nos nacerá desde la piel 

Seremos el pasto de nuevos milenios

Volverán los mares y los ríos

-en su sabiduría infinita-

a reclamar lo que siempre ha sido suyo

Nos hundiremos en el tiempo

Muy abajo

Es cierto

Mas, por lo pronto, admírate

Somos excepciones pequeñas

profanas 

Asómbrate

Nos fue dado el lenguaje

el tiempo, la música

los números, el amor

Nos fue concedido el conocimiento.

_________________________________________________________________________

Teseo en ti

La paradoja de la nave de Teseo narra cómo, al zarpar de Creta

su barco estaba completo

Tanto, como su ánimo de regresar al verde terruño

(Existen dos dudas, sin embargo: 

si la historia es verídica, y si

Teseo fue un héroe o un asesino de minotauros)

Tales datos son irrelevantes

***

La paradoja de la nave de Teseo afirma que, sobre la marcha

el barco sufrió daños letales

Se fue deshaciendo pedazo a pedazo

tormenta a tormenta

madero a madero

Cada pieza rota -como nuevos ojos, como nuevas manos-

se sustituyó por una idéntica

un repuesto quizá de universos paralelos

(La leyenda no explica por qué existía una cosa idéntica

para cada cosa

o en qué bodega se guardaban tan cuánticos

o metafísicos espejos)

Tales datos, aquí, son irrelevantes

***

El asunto es que, al llegar a Grecia

ante todas las piezas alteradas

nadie pudo descifrar si el barco era

o no era

el mismo barco

(¿Es esto cierto?

¿Alguna vez existió algo verdaderamente cierto?)

***

La paradoja de la nave de Teseo establece

que nadie sabe si el barco verdadero

era el primero, el subsecuente o el último

Así ocurre con nosotros

Cuando niños, fuimos un barco

Cuando adolescentes, otro distinto

Hoy, nadie sabe si navegamos con piezas nuevas

Si somos, o no, aquello que fue reconstruido

¿Qué versión de nuestro navío

arribará al último puerto?

*

Ulises Paniagua (México, 1976)

Narrador y poeta. Ganador del Concurso de Cuento Gabriel García Márquez (2019). Entrevistado por Silvia Lemus en “Tratos y retratos” de Canal 22 (2022). Incluido en la antología Puente y Precipicio, en Rusia (2019). Autor de dos novelas, nueve libros de cuentos, dos de crónica y siete poemarios. Director del Coloquio Internacional de Poesía y Filosofía. Director y fundador del Festival Internacional Poesía por el Agua. Traducido al inglés, ruso, griego, serbio, checo e italiano. 

Tre poesie di Ulises Paniagua

No, Proudhon

                                                                                      A Enrique Dussel
                                                                                    e alla sua estetica della liberazione

Dice Proudhon che gli esseri umani sono le uniche creature
capaci di percepire la belleza

Ma ho visto il canarino della selva battere le ali, inchinarsi al sole
come fa un poeta che evoca la bellezza in mezzo al delirio

Il canarino ama il sole
Quando batte le ali, emette un giudizio estetico
C’è stupore oltre una gabbia fatta di parole

Dice Proudhon che gli esseri umani sono le uniche creature
capaci di percepire la bellezza

Mente.

_________________________________________________________________________

Meravigliati

Meravigliati: ci è stato dato il linguaggio
Che meraviglioso meccanismo neuronale
Che modo di trasmettere idee attraverso l’aria

Che magnifiche ondulazioni, queste che uniscono
radici profonde senza toccarci

Che magia invisibile del lobo frontale
Che modo di illuminare l’intricato arazzo
dell’exo-cervello

Meravigliati
Ci è stato concesso questo corpo
(la natura sapeva cosa faceva)

Ogni organo
ogni pezzo perfettamente
organizzato come una città:
un romanzo prolungato

Un sistema che regola il sangue:
l’acqua nel sangue, l’ossigeno nel sangue
la più profonda e organica tecnología

Contempla queste meraviglie:
le viscere, strumenti di materia viva
i polmoni, il rene, il ventre di una madre:
meccanismi di carne e sostanza

Sorpresa
Prendiamo decisioni ogni giorno
Improvvisiamo percorsi su migliaia, milioni di strade
(riconoscibili o estranee)

Siamo biforcazioni
moltiplicazione infinita
che deriva in nuove permutazioni

Neuroni profondi
connessione con connessioni altrui
rete che chiamiamo Storia

21 luminosi grammi (che chiamiamo anima)
connessi a 21 grammi di altri viventi
e a molti, molti morti

Apprendisti di sinapsi già partiti
radiocomunicazioni che fissiamo sulla carta
in libri: quella grande placenta del mondo
del nostro mondo

Stupisciti
ci è stato dato il nome
ci è stata data l’acqua
godiamo della percezione della luce

Sappiamo di essere qui, ora
intuiamo la vita
(in modo goffo, primitivo
ma lo sappiamo)

Rassegnati
L’Intelligenza Artificiale, senza dubbio, ci trascenderà
La terra andrà avanti senza di noi
L’erba verde nascerà dalla nostra pelle
Saremo il pascolo di nuovi millenni

Torneranno mari e fiumi
– nella loro infinita saggezza –
a reclamare ciò che è sempre stato loro

Affonderemo nel tempo
molto in profondità
è certo

Ma, per ora, meravigliati
siamo piccole eccezioni
profane

Stupisciti
ci è stato dato il linguaggio
il tempo, la musica
i numeri, l’amore

Ci è stato concesso il sapere.

Teseo in te

Il paradosso della nave di Teseo narra come, salpando da Creta
la sua nave fosse intatta
tanto quanto il suo desiderio di tornare alla verde terra natale

(esistono però due dubbi:
se la storia sia vera, e se
Teseo fosse un eroe o un assassino di minotauri)


dati irrilevanti

**

Il paradosso della nave di Teseo afferma che, lungo il viaggio
la nave subì danni letali
si disfece pezzo dopo pezzo
tempesta dopo tempesta
tavola dopo távola

ogni pezzo rotto – come nuovi occhi, come nuove mani –
venne sostituito da uno identico
un ricambio forse proveniente da universi paralleli

(la leggenda non spiega perché esistesse qualcosa di identico
per ogni cosa
o in quale magazzino si custodissero tali specchi
quantici o metafisici)


dati irrilevanti

**

Il fatto è che, arrivando in Grecia
di fronte a tutte le parti alterate
nessuno seppe stabilire se la nave fosse
o non fosse
la stessa nave

(è vero?
è mai esistito qualcosa di veramente vero?)

**

Il paradosso della nave di Teseo stabilisce
che nessuno sa se la nave autentica
fosse la prima, la successiva o l’ultima

Così accade con noi
Da bambini siamo stati una nave
Da adolescenti un’altra
Oggi nessuno sa se navighiamo con pezzi nuovi
se siamo, o non siamo, ciò che fu ricostruito

Quale versione della nostra nave
giungerà all’ultimo porto?


(Nota biografica)

Ulises Paniagua (Messico, 1976)

Narratore e poeta. Vincitore del Concorso di Racconto Gabriel García Márquez (2019). Intervistato da Silvia Lemus in “Tratos y retratos” di Canal 22 (2022). Incluso nell’antologia Puente y Precipicio, in Russia (2019). Autore di due romanzi, nove libri di racconti, due di cronaca e sette raccolte poetiche. Direttore del Colloquio Internazionale di Poesia e Filosofia. Direttore e fondatore del Festival Internazionale Poesia per l’Acqua. Tradotto in inglese, russo, greco, serbo, ceco e italiano.