Enza Maria Ottoveggio – Tre personaggi in cerca d’editor e trenta husky a briglia sciolta

«Pronto? Buongiorno, siamo tre amiche, Miriam, Tina e Gina e vorremmo capire come far pubblicare la nostra storia».
« Buongiorno signora o signorina, lei e le sue amiche autrici potete richiedere attraverso una email il servizio di editing, poi, a tempo debito, inviare una sinossi  ed il primo capitolo ad un’ agenzia letteraria e se il vostro libro è d’interesse di qualche casa editrice l’agenzia letteraria certamente lo proporrà e se dovesse essere accettato in diciotto mesi sarete pubblicate».
« Non siamo tre autrici, siamo tre personaggi principali».
«E perché mai non è l’autore o l’autrice a chiamarci?».
« L’autore, la scorsa settimana, si è rivolto al vostro servizio di editing e l’editor ha tagliato, e ancora tagliato, ha aggiunto e di nuovo aggiunto e, prima è sparita la nostra città, poi siamo sparite noi e il caffè letterario che gestivamo nella storia, poi son spariti i clienti; È comparsa una montagna con tanti abeti e  una baita, poi due fratelli, cinque mute da sei husky, cinque slitte, i clienti dei tour in slitta e, per ultimo, un rifugio montano».
«Quindi voi non esistete!».
« Noi siamo state create, abbiamo un nome e un cognome, pregi e difetti, paure, dubbi e certezze, preferiamo alcuni cibi ad altri e siamo romantiche: io cerco il vero amore, Gina ama la sua indipendenza e Tina ha subito una delusione e per un po’ non si fiderà di nessuno. Quindi esistiamo».
« Eh no, è l’autore che decide chi esiste!».
«Ma l’autore che ci ha create non ci ha mica fatte uccidere o morire di malattia o di vecchiaia? Quindi fintanto che non lo farà noi esisteremo».
« E dove? Non mi ha forse raccontato che il caffè letterario non c’è più e non c’è neppure la città?».
« Eh no, non dica così! Siamo sui fogli del taccuino dell’autore. Ricordo il giorno in cui siamo nate, pioveva, soffiava il vento, c’era un profumo di caffè che arrivava dalla sua tazza e lui disse “ Ecco ragazze mie, finalmente siete venute alla luce”. Così ci ha creato un caffè letterario e lo ha inserito nella via delle librerie di Londra. Un negozio bellissimo a tre luci e ogni vetrina con una splendida finestra edoardiana. Ho adorato quelle finestre mentre la penna le tratteggiava sul taccuino!».
«Ma ora il taccuino dov’è?».
« Era nel cassetto, proprio avanti; poi è finito in fondo e infine, dopo una settimana, ieri è finito nel cestino della carta straccia. È stato allora che abbiamo deciso di telefonare al servizio di editing, il numero era sul taccuino».
« Ma non funziona così, avete bisogno di un autore come un’orchestra del direttore».
« Siamo un trio, possiamo coordinarci tra noi».
« Quel che dice può essere ragionevole, tuttavia, serve un editor che sistemi la struttura narrativa e lo stile e poi  la revisione ortografica, la punteggiatura e la copertina».
« Mi scusi, nella casa editrice lei che ruolo ha?».
« Sono un editor, proprio quello che vi ha rimosso».
« Perché lo ha fatto?».
« Amo la montagna e non amo i caffè letterari».
«E a noi non ha pensato?».
« Ora che me lo fa notare, mi dispiace. Inoltre  in montagna c’è stata una valanga proprio oggi ed i due fratelli son morti. Ci sono i cani da accudire e i turisti aspettano le guide per l’escursione. Potrei ingaggiarvi se mi garantite che saprete svolgere questo compito».
«Posso assicurarle che siamo brave almeno quanto a gestire il caffè letterario».
« Perfetto, siete assunte! Si parte per la montagna, la strada è ripida ma è praticabile».
«Allora affrettiamoci, ci sono degli husky affamati e a briglia sciolta».

Enza Maria Ottoveggio