Gordiano Lupi – Versi liberi per uno Strega stanco

Ha vinto Michele Mari.
Mister Simpatia che non sa sorridere,
ma sa bene infilzare i morti —
quelli tacciono, non replicano,
convitati di pietra a cena con la polvere.

Facciamo un voto, allora:
non leggerli, quei convitati.
Lasciamoli al marmo, al gelo delle biblioteche
dove non si spreca denaro, per fortuna.

La concorrenza?
Dopo Bajani, lo Strega è condominio aperto:
entra chiunque, e adesso presiede pure.
Si chiude il cerchio, si ride amaro.

E Petrocchi dice:
“Di qui passa la letteratura italiana che resta.”
Santo Dio, proteggi le nostre bestemmie.
Era vero ai tempi di Pavese e Pasolini,
di Cassola, Vittorini, Moravia, Bevilacqua.
Allora anche chi perdeva era letteratura.
Oggi leggiamo Pierantozzi
e ci cadono le braccia — per non dire altro —
persi dietro i suoi deliri con l’abito di Dylan Dog.

Stasera gli scrittori non sono pervenuti.
Resta Bianca Pitzorno, aggregata forse per meriti castristi,
grande nell’infanzia, umile abbastanza
da confessare i 105 romanzi di Carolina Invernizio.
Sarebbe piaciuta a mia nonna:
anche lei se li divorava,
Carolina di servizio, diceva la critica.

Chi rimane in cinquina?
Un fiorentino dimenticato che riscrive Platone
e se ne compiace: Matteo Nucci, credo,
arriva secondo e tanto basta.

Ottant’anni di Strega sempre più farlocco,
adesso a Roma, Giuli e Gualtieri accanto,
ministri e sindaci che esistono
accanto agli scrittori come soprammobili.

Ultima è Elena Rui, dedita a Camus.
Buon per lei. Chiude la festa.
Teresa Ciabatti non merita parola:
già protagonista di un mio libro,
di troppe recensioni negative,
sceneggiatrice d’un cinema scellerato.
Parlarne è pubblicità alle cose da dimenticare.

E l’assurdo vero è questo:
che io l’ho guardata, la finale, tutta,
in diretta su Rai Tre.
Caro Baraghini, organizziamo un Controstrega.
Forse l’hai già fatto e io non me ne sono accorto.

Muto, esterefatto, spengo.
Michele Mari ringrazia e dice che non sa sorridere.
Sticazzi, penso.
Non sei Monica Bellucci.
Importante sarebbe saper scrivere.
Per l’educazione c’è tempo.
Mister Simpatia si organizzi.
Intanto ha vinto lo Strega.
Al resto penserà, se mai.