Patrice Avella – La bride sur le cou
a Briglia Sciolta
Patrizio Avella
Gli avevano indicato una strada
tra due lagune di foschia
un grigiore fiancheggiava la via
di alberi carichi d’inverni,
la sera scendeva impassibile.
L’uomo aveva preso
un solo biglietto di andata.
Di ritorno non aveva motivo.
La vaga sensazione di malinconie
seguiva da un senso di vuoto,
se ne esci, forse se ne ritrova un altro,
ma non si ricade mai nel precedente.
Non aspettava più la manna del cielo
riguarda dove andare oramai,
libero, senza alcun vincolo,
l’anima finalmente tranquilla
al punto di non più tenere le redini del cavallo, lasciandolo camminare come voleva.
Andava verso una nuova incertezza,
in un vuoto non specificato
dove non si è ancora
è già uno scopo, ma sempre provvisorio,
perdersi per ritrovarsi.
Lui attraversa luoghi sconosciuti,
luoghi insensibili.
La sua solitudine lo protegge.
Non ha lasciato nessun spazio
alla paura, alla fuga, non ha senso
quando si fugge già
e sempre viaggi da rifare.
Lui rimane alla ricerca di una vita nuova.
Si è finalmente liberato,
lasciando le redini del cavallo,
il suo destino gli aveva indicato
una meta diversa, una creatività nascente,
che percorreva con la briglia sciolta
per costruire un nuovo avvenire.
Gli avevano indicato una strada
tra due lagune di foschia
un grigiore fiancheggiava la via
di alberi carichi d’inverni,
la sera scendeva impassibile.
L’uomo aveva preso
un solo biglietto di andata.
Di ritorno non aveva motivo.
la Bride sur le Cou
Patrizio Avella
On lui avait indiqué une route
entre deux lagunes de grisailles
la brume dessinant
des arbres chargés d’hivers,
Le jour se couchait impassible
il n’avait pris qu’un aller,
Le retour n’avait pas de raison d’être.
On ne revient pas dans un vague
on en sort, on en retrouve un autre
mais on ne revient jamais au précédent.
Il n’attendait plus la manne du ciel
comme seul panneau indicateur,
libre, sans contraintes,
son âme se sentant libéré au point
de lâcher les rênes de son cheval
lui laissant aller à sa guise.
Il doit se mouvoir dans un nouveau vague
dans un vide, un imprécis
qu’il ne doit pas connaître.
Il parcourt des sites imperturbables
des lieux insensibles.
Sa solitude le protège.
Il n’a aucune raison de recourir
à la peur, à la fuite,
Il est à la recherche d’une vie.
Il s’est enfin libéré,
son destin lui avait indiqué
une direction différente
à sa créativité nouvelle
qu’il parcourrait la bride sur le cou.
On lui avait indiqué une route
entre deux lagunes de grisailles
la brume dessinant
des arbres chargés d’hivers,
Le jour se couchait impassible
il n’avait pris qu’un aller,
le retour n’avait pas de raison d’être.
On ne revient pas dans un vague
on en sort, on en retrouve un autre
mais on ne revient jamais au précédent.
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