Vincenzo Trama – “Dall’indie all it- pop. Evoluzione, estetica e linguaggi” di Dario Grande

Dario Grande

Dall’indie all it- pop 

Evoluzione, estetica e linguaggi

VoloLibero Edizioni– 142 pagine – Euro 15

Link diretto al libro

Volo Libero è una casa editrice indipendente che offre ai suoi lettori un catalogo interessante per quanto riguarda saggi di cultura pop, in particolar modo legati all’ambito musicale; ne è un esempio lampante Dall’indie all’it-pop, opera di Dario Grande, giovanissimo autore del 1994 che pubblica con questo libro una retrospettiva sul mondo genericamente identificato con il termine indie. Cosa si intende con questa parola e quando questa nasce, oltre all’analisi di come la stessa sia stata interpretata ed esperita nel contesto musicale nostrano, è l’obiettivo principale di Grande, che in questo suo saggio dipana una cronologia attenta e dettagliata dei principali esponenti italiani di questa tendenza oggi ben nota sia alla critica che al pubblico. 

Sicuramente la parte più interessante del libro, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, è nella genesi di questo fenomeno, che nasce – e non può essere diversamente – da una dissociazione con la produzione musicale più underground legata al post punk di fine anni ’80; il rievocare esperienze come quelle di TVOR o i primissimi CCCP è importante per capire come da un certo momento in avanti si sia voluto intraprendere un percorso di avvicinamento a quello che era non tanto il gusto del pubblico o le vendite in classifica, quanto alla canzone popolare senza per questo svendersi al mainstream. Una logica lontanissima dal mio personale sentire, ma che riconosco valida in virtù di un approccio onesto e comunque non banale. Che si apprezzi o meno il mondo musicale di Calcutta, dei fu Le luci della centrale elettrica o dei Cani è innegabile come queste tre band, prese ad esempio più volte nel corso del libro, hanno sdoganato il concetto di musica popolare incrociando i guantoni con le tendenze giovanili alternative del momento, riconosciute appunto come indie. Lo sono i social, vero motore immobile della musica da almeno un ventennio, lo sono un certo tipo di sonorità che strizzano sempre più l’occhio al synth e all’elettronica, meno al cantautorato tipico italiano chitarra-voce. Lo è un certo tipo di vestiario – hipster vi dice niente? – lo è Netflix e tutto ciò che è una serie non prodotta da Sky. Insomma, il mondo indie è tutto ciò che si muove in apparente controcorrente con la cultura dominante, per quanto abbia ormai poco del suo specifico significato di indipendente originario. 

Ecco, dato che Dario Grande spiega molto meglio di me cos’è l’indie, vi consiglio di leggere questo libro proprio perché se siete incuriositi da un fenomeno che nel resto d’Europa ci riconoscono – ebbene sì, classificherei tranquillamente i Måneskin tra le band indie, ma ne possiamo parlare – forse vuol dire che qualcosa da dire in merito ce l’abbiamo: magari non vi piace, ma almeno saprete che cos’è, da dove nasce e dove – forse – va. 

Vincenzo Trama

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