Gordiano Lupi - La grande bellezza - Tramonto a Baratti

Gordiano Lupi – La grande bellezza – Tramonto a Baratti

Il videoracconto che vi presento – realizzato tecnicamente da mia figlia Laura (11 anni) – è la prima parte del capitolo 53 di Sogni e altiforni – Piombino ritrovata, sequel di Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino, che sto tentando di portare a termine da almeno quattro anni. Calcio e acciaio mi ha intrappolato tra le sue pagine, credevo di aver esaurito la mia vena narrativa, mi pareva che lì dentro ci fosse tutto quello che avevo da dire. Non è stato facile liberarmi di quel romanzo, al punto che – dopo Miracolo a Piombino (in pratica un triplo racconto lungo) – torno a scrivere narrativa con un sequel che vede protagonista lo stesso personaggio di Giovanni.  L’allenatore è invecchiato, pare vivere di ricordi e non con i ricordi. Chi ha letto il vecchio romanzo conosce la differenza, ma ve la spiegheremo anche nel nuovo, statene certi. Questo breve brano che ascolterete/leggerete è un flusso di pensieri – tutto il romanzo è scritto in prima persona, dal punto di vista di Giovanni – che ricorda la spiaggia di Baratti e il suo cambiamento nel tempo. In apertura si cita la morte di Luciano Costanzo, difensore dell’Unione Sportiva Piombino, divorato da uno squalo nei pressi dello Stellino, a metà degli anni Ottanta. Perla del Golfo, Demos e Canessa sono ristoranti storici, così come il Centro Velico esiste da sempre e gli alberi come soldati vinti sono i pini marittimi abbattuti da tempeste di libeccio. Nel pezzo cerco di tracciare un quadro di Baratti con stile da pittore macchiaiolo, la tela riporta ai tempi passati, del campeggio selvaggio, delle Fiat 127 nel prato, delle tende piazzate ovunque, dei capannoni e delle baracche che vendevano cocomero, cocco e bibite fresche. Spero che possa evocare suggestioni … (G. Lupi)

53.

Macchia mediterranea e scogliere tracciano i confini del golfo, ferro di cavallo lacustre tra Populonia e Punta Stellino, dove un giorno scomparve un uomo che credevo immortale, perché dalle gradinate basse e strette dello Stadio Magona avevo visto indossare una maglia nerazzurra. Perla del Golfo e Demos ti accompagnano verso Canessa, non è più la baracca d’un tempo ma un ristorante di lusso, una famelica spiaggia privata vorrebbe inghiottire tutto; per fortuna è impossibile, restano i confini tracciati dal Centro Velico e da uno chalet di legno che profuma di tropico. Pineta di bagnanti proletari che si portano pranzo e poltrone nei giorni di festa, approdo ignaro di turisti sopraffatti da tanto splendore. Baratti è la mia grande bellezza, talismano di sogni, scrigno di perduti amori, ricordo di gelati al pistacchio e ghiaccioli al limone, cocomero tagliato a fette, cocco bello in spiaggia, notturni estivi che non ritornano, tra baracche abusive e Fiat 127 parcheggiate nel prato, accanto a tende canadesi che nascondono coppie in amore. Adesso tutto è più raccolto, un parco limita il disordine selvaggio e le brame di chi, malato di profitto, vorrebbe spingere avide mani a saccheggiare bellezza. Ma noi restiamo al nostro paradiso, tra lecci e pini ritorti che assecondano la furia del maestrale, eucalipti alieni incomprensibili, fichi odorosi da raccogliere a settembre, vecchie piante cadute come soldati in ginocchio dopo cruente battaglie, cipressi in fila a delimitare parcheggi, olivi, sughero e canne da cogliere come fucili immaginari, tamerici salmastre ed arse, figlie del poeta. Baratti, lasciaci ai nostri temporali. Piombino ha i giorni tutti uguali. (da Sogni e altiforni – Piombino ritrovata, inedito)

Gordiano Lupi

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