Sergio Calzone - Storiacce editoriali - Si è un vero essere vivente soltanto proporzionalmente alla quantità di parole possedute

Sergio Calzone – Storiacce editoriali – Si è un vero essere vivente soltanto proporzionalmente alla quantità di parole possedute

Il titolo di questo “pezzo” non è altro che una frase di Bernard-Henri Lévy ed è stata posta in testa a quanto seguirà poiché la povertà lessicale è uno dei grandi ostacoli a un ritornoalla verascrittura e non a quella povertà creativa che un maestro come D’Arco Silvio Avalle definiva “l’empito del vostro core”, con l’ironia che a volta trapelava tra una lezione di Filologia Romanza e l’altra.

Unritornoalla vera scrittura. Perché, diciamolo finalmente a grandi lettere: la maggior parte di quanto viene pubblicato in Italia, anche da grandi case editrici, è PATTUME! In una disgraziata epoca in cui “uno vale uno”, uno (appunto) qualunque scrive in verticale quello che potrebbe tranquillamente scrivere in orizzontale e pensa di aver dato vita a una poesia!

E che dire del romanzo?

Le nostre società sono ora arrivate allo stadio terminale in cui rifiutano di riconoscere il loro malessere, in cui chiedono alla fiction spensieratezza, sogno; esse non hanno semplicemente più il coraggio di guardare in faccia la propria realtà”, ha scritto Michel Houellebecq (uno scrittore che non amo ma non per questo non può avere intuizioni da sottoscrivere).

La verità è che occorrerebbe ritornarea parlare di Letteratura e non di semplice scrittura. È un errore colossale ridurre la Letteratura a pura testimonianza, peggio che mai, quindi, ridurla all’”empito del vostro core”. Occorre “inventare il mondo invece di parodiarlo” (sempre Bernard-Henri Lévy). In altre parole, avvertire come quasi invalicabile la differenza tra uno scrittore (vero) e un giornalista: il primo si occupa di metafore, il secondo di cronaca!

E, qui, emerge il problema della “quantità di parole possedute”. Tizi e tizie che si presentano come “scrittori”-“scrittrici” (si noti: si autodefiniscono così, mentre tale qualifica non può che venire dall’esterno!) mandano alle case editrici testi pieni di ripetizioni, di errori grammaticali, di termini scritti erroneamente, di accenti mancanti, di punteggiatura maccheronica. Basta! Basta! In un’Italia in cui si suggerisce (giustamente!) ai ministri diritornarea scuola (e possibilmente di finire i corsi), ebbene, che ciritorninoanche questi pseudo-scrittori/scrittrici (e anche qualche editore…). Gli editori italiani sono ben 1500 e nel 2016 hanno pubblicato 61.188 titoli + (nel 2017) si stimano in oltre 30.000 i titoli di auto-pubblicazioni. In totale, dunque circa 90.000 titoli (cioè 1 libro ogni 666,6 italiani, compresi bambini, invalidi e analfabeti). In compenso, il 60% degli Italiani (cioè 36 milioni) non legge nemmeno un libro all’anno…

Ritornare!Ritornare! Non avere paura di leggere chi sa scrivere davvero! E non l’impasto italo-siculo di un Camilleri, abilissimo nell’ideare trame ma inesistente come maestro di Italiano. Non robetta modesta come questo o quella autore o autrice di best-seller. Ritornarea Italo Calvino! Ritornarea Primo Levi! Ritornarea Buzzati, a Cassola, se proprio si vuole! Ma leggere roba seria, così da imparare che cos’è una metafora, che tutto un romanzodeveessere una metafora!

Ritornarea capire che, se voglio parlare dell’immigrazione del giorno d’oggi, devo scrivere dell’immigrazione italiana nel mondo o, almeno, di quella meridionale nel Nord. Se voglio parlare di guerra in Iraq, devo parlare della Seconda Mondiale o, almeno, del Vietnam. Diversamente, non si fa altro che giornalismo! Tanto è vero che Elias Canetti ha scritto: “I veri scrittori incontrano i loro personaggi soltanto dopo che li hanno creati”, il che, per gli ottusi, significa che NON li hanno presi dalla realtà! Sia che si scriva in verticale, che in orizzontale…

E ricordarsi sempre l’insegnamento di Thomas Mann (un altro che non sarebbe male leggere prima di qualsiasi contatto con la tastiera): “Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere“.

Sergio Calzone

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