Ivan Pozzoni – le legioni lirico/elegiache e la freccia del Parto
Protette dalle armature Mondadori (la famigghia iniziò col cemento armato) le legioni lirico/elegiache moderniste avanzano, sicure, nel deserto dei lettori. Ad un tratto, a briglia corta, cavalieri e cavalli coperti di armature in ferro appaiono come una nuvola. Marcus Licinius Cucchius dispone: «agmen quadratum»! I catafratti attaccano e, respinti dalla copertura romana, si ritirano. Publius Licinius Buffo, filius famigghiae (Mediaset), rompe lo schieramento, schernendo, insieme al Cucchius, la codardia dei Parti («[….] καὶ Κράσσος, τοῦτο παρατηρῶν, νομίζων τοὺς βαρβάρους δειλοὺς εἶναι καὶ μὴ ἐθέλοντας μάχην ἐν πεδίῳ ἀνοικτῷ ἐγχειῖν […]» [Plutarco, Nicia e Crasso, §25/26]) e conduce la cavalleria lirico/elegiaca (Cavalli) nelle fauci della cavalleria leggera, nomade, flessibile del tardomodernismo letterario. Inizia la nuova tattica (nuovo «paradigma» anestetico), a briglia sciolta e mani sull’arco, la cavalleria di Buffo, assetata, nel deserto dei lettori, si beve una serie infinita di parthian shot, strategia di logoramento e annientamento totale, e, ubriaca, cade nel rigor mortis dei loro lapis. L’esercito di Cucchius è in balia di Puzzūn‑arshak e Lingva‑glōsha: attacco catafratto, ritirata, attacco romano, logoramento dalla cavalleria leggera tardomomodernista: «[….] οἱ δὲ Πάρθοι περιελθόντες αὐτοὺς πανταχόθεν ἐτόξευον […]» [Cassio Dione, Ῥωμαϊκὴ ἱστορία, §22/23]. Cucchius tenta di fuggire, bersagliato dalla cavalleria, a briglia sciolta, tardomodernista: seguito, logorato, col tempo, sulla strada del deserto di lettori, è annientato, insieme ai suoi legati Propertius Damianus, Viviana Lamarca, Caesar Vivianus, Valerius Magrellius, Iulianus Ladolfius et alia. E i tribuni militari, vulgo dicti, curiali e curialini dello Stato Pontificio, i vari Temporella (Mala Temporella currunt [autocit.]), Poli(n)castrum, Giovenalis, Anglicus, Raius, Krautenius, e i mille altri novelli Zanzotti? Salvati con la solita fuga del Cassio, si è occupato di loro Arminius, camminando, con la bisaccia francescana, di vicus in vico fino a Teutoburgo. Pensavate che me ne fossi dimenticato? La morale? 1. Se ti lascia la compagna, il rimedio migliore è reperire decine di cavalcate a briglia sciolta, senza citare i lirici elegiaci (cum Temporella, fugiunt).2. Gli shot/riot fanno male ai modernisti: si accorgono di scrivere, nel 1985, nella Milano da bere.
LA LEGA CE L’HA MADURO
Villano, ieri, scrive, e, oggi, arriva la smentita, sul marcato imperialismo dell’autocrazia di Putin
si discuteva, con errori marchiani, della distruzione ateniese di Mileto (416, era l’isola di Melo),
Tucidide, esiliato, scrive «δυνατὰ δὲ οἱ προύχοντες πράσσουσι καὶ οἱ ἀσθενεῖς συγχωροῦσιν»,
la forza bruta è delle autocrazie, e stamattina Trump bombarda il Venezuela e rapisce Maduro,
la democrazia ateniese e la democrazia liberale USA deliberano, a volte, in assemblea
l’aristocrazia spartana e l’autocrazia russa deliberano, a volte in mono, a volte in duo-crazia,
di distruggere Melo, Caracas o Kiev, che a un anarchico ispirerebbe il marito di orchidea,
l’unica differenza è che Tucidide non è osservatore ONU come un’Ipazia malata di Agora-fobia.
Mi attendo, senza nessuna speranza, le sanzioni (illecite) UE, Russia e Cina all’Amerika,
Pippo si fa le pippe, Topolino si fa la topa, Pluto è costretto a darsi alle plutocrazie maroons,
è una situazione da fumetto, Maduro narcotrafficante, e Messico, California e Costa Rica,
sequestriamo tutti i Presidenti sud e centro americani, Fort Knox garantisce max corruption,
alla Russia diamo Crimea e Donbass, alla Cina Taiwan, a Israele Gaza e all’Arabia Sana’a
e, continuiamo, con lo spirito della dottrina Monroe, a mettere veto ONU a chi non ci sta,
Qui, Quo o Qua, inch’Allah, in nome del bru-califfo Alì di Catanzaro, الْجِهَادُ سَبِيلُ الْمُؤْمِنِ
coprendo un buco Qui, un buco Qua, in statu Quo, il nostro Tucidide fa la figura del deficiente.
Trump dichiara: «unprecedented spectacle», nella anacronistica La Société du spectacle di Debord
il Congresso è incazzato, nonostante l’anomala interpretazione dell’articolo 2 della Costituzione,
il Presidente tycoon rischia un III impeachment, che cazzo di iurisdictio ha il Tribunale di New York
su un capo di stato estero che spacciava droga sulla Fifth Avenue dell’East Side, non è farneticazione,
se intervieni su uno stato terrorista (Iran) sei democrazia, in Venezuela sei impero bureau-cratico,
meriti di essere neutralizzato dalle truppe ONU, tue, NATO, tue, PSIUP, tue, è drammatico,
il cittadino americano, idiota, avrebbe il diritto di fermarti a revolverate, docet Lucini,
l’intellettuale amerikano, scrive di peace and love, col buco del culo di alleati, nemici e vicini.
NON CAPISCO PERCHÉ LE DONNE MI ADORANO
Non mi caparezzo/raccapezzo: le ragazze/donne mi adorano, mi chiamano, si offrono
io mi sento Banfi o Vitali (†) e conquisto, in maniera inesplicabile, tizie tipo Edwige Fenech,
mi interrogo, L’insegnate viene a casa, e scopre, come i critici (stranieri) che sono un dodecagono
mi attivo, a causa della mia neurodivergenza funzionale del sistema nervoso, a favorire il sandwich
e sollecito ogni zona erogena femminile, sono aduso all’uso della lingua, l’uomo medio non ci arriva,
twosome, threesome, foursome, fino al record di sette o, in equipe, di 40, senza alcun imbarazzo
Dionysi filius, sotto al Dioniso, con la mia Arianna, menade detta “Hunziker” ci si divertiva,
adesso, a 50 anni, inizio a fare fatica, sperimento il threesome, mmf e mff, avendo un discreto mazzo.
Cosa credevate? Sono il Joker, in un mazzo di carte, rido e faccio ridere, è utile all’ingaggio PBA
importante è far credere interesse, seduttivo come Magrelli, scopo incrementare vendite, con strusci,
io scopo incrementando l’acquisto di groupies, recuperate dalla rubrica telefonica,
come Ben Affleck,
in Batman, tifo le Catwomen, come un Arminio meno disperato, non assassinato dai Cherusci,
in un rapporto di coppia, non smetto di sognare di introdurre un terzo/a o di organizzare un’orgia,
la bellezza, fortunate, vale meno del fascino, in un uomo (niente ominicchi che usano donne
ubriache)
accade di svegliarmi con una/due donne nel letto, non ricordo causa fibro-fog, sofistico come Gorgia,
non me-mento di avere fatto niente, sono malato, non ho nessuna colpa se mi trovo senza brache.
L’arte è bugia, «[…] l’art est mensonge […]», sosteneva Flaubert, seguito da Oscar Wilde
l’azienda è bugia, licenzi un fannullone con frasi di circostanza, in caso di défaillance del sostituto,
il diritto è bugia, difendi l’assassino e certifichi l’inidoneità di intendere, nel reale è Geheilt
il sesso è bugia, fingi di mettere tutte sullo stesso letto (non ho un piano), come un anacoluto,
il reale è una bugia, etimologia latina bauscìa, e il lombardo si adatta, l’è on bauscia,
sogno di trovare una nuova/vecchia compagna, aperta ad ogni esperienza, senza blocchi morali
che mi faccia ritornare trentenne, libertino, con lo spirito di Joe nel film Nymphomaniac,
che sia senza blocchi morali con me e non con altri, l’etica è una materia difficile, agli orali,
insomma, una ragazza/donna aperta, in ogni canale, senza dimensione olgettina o rose
non ne ho mai avuto bisogno e continuo a spopolare, forse le mie attenzioni sono molto meticolose.
COMBATTO CON SAURON
La vita (agra) mi ha costretto ad affrontare l’occhio fiammeggiante (fake) di Mairon, Sauron Gorthaur o Annatar, da fautore dell’ordine a dominus del controllo, Machiavelli lo spinge a Morgoth,
si isola, crea, col sostegno elfico un anello, l’anello dell’amour fou, nell’Orodruin, con il klystron,
attacco, urlando, come Gimli, Khazad-dûm, con la mia ascia celtica riesco ad abbattere un Barlog,
«Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul»
senza domare, scovare, catturare, incatenare, mi sono messo il collare, cantandomi Vada via al cul.
C’è il mostro fuori e il mostro dentro, ho la fortuna di avere entrambi, non mi accontento
della vita ordinaria del bonhomme tutto copertina e padel (?), sport da ricchioni o mammole
io fracassavo le tibie, sui campi da calcetto, sono un uomo, non una versione di Via col vento,
da questo deriva la mia aggressività, scoppi alternati di catecolamine e adrenalina, in bombole
Bombolo acchiappava schiaffi da Tomás Quintín Rodríguez Milián, eroe cubano/romano,
a me, senza essere attore caratterista, arrivano schiaffi da un interminabile binomio,
e come Jake LaMotta, The Bronx Bull, non vado a terra buttando il mio asciugamano,
sono alle corde, e alla fine sparo il jab, campione del mondo sulla strada del manicomio.
Devo neutralizzare la rabbia: sì, devo moderare l’aggressività: sì, devo gestire l’imprevisto
col cazzo, non sono mica destinato a fare la fine, indignitosa, di mio fratello Cristo,
filosofo aramaico minore, cedo l’altra guancia e reagisco con uno 絞め技, Shime‑waza,
alla trachea, di chi non amo, sociopatico autistico in odore di bombardare Gaza,
io seguo il mio destino terapeutico, il 99% se ne sbatte, esplode in rabbia e aggressività,
benzodiazepine, non detox, Pregabalin, no detox, Vodka e Red bull, no detox,
benzodiazepine + Pregabalin + vodka e Red bull mi trasformano in juke-box,
comandato da una botta di Fonzie, The Fonz, Fonzarelli, come un suddito di Sua Maestà.
RIOT FULMINANTE (II)
Il riot fulminante segue il rombo di noi tuonati, tardomodernisti, con una inversione pragmatics
si scarica a terra, non c’è paratonnerre che regga, lasciamo i vecchi lirico/elegiaci fulminati,
Zeus, con folgore e tuono, donati dalla famigghia di Polifemo, sconfisse i Titani, senza Matrix,
noi, figli di un dio minore, ci accontentiamo di fare la storia della letteratura senza essere avvistati.
Non siamo navi ONG, che sbarcano, a compenso, migliaia di disgraziati, senza futuro, a Lampedusa
evitando la Francia, non concede 30€ a migrante e schiera la flotta senza un minimo di ritegno,
siamo l’ חיל האוויר (IAF) che distrugge, a testate, le testate balistiche dell’Iran come una Medusa,
lo stilo, senza stile, dei modernisti italiani lo trasformiamo in stilo da stilita, con un ghigno,
fate finta di esser vivi, senza accorgervi che, nel 2200, conquisteremo il mondo intero
con l’esultanza dell’Italia al Westfalenstadion, dopo lo scambio 2-0 Gilardino/Del Piero.
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