Nicola Nucci – Ho fatto a botte col giorno: mi ha spaccato un labbro

La mattina verde mela.

Verde sera.

«L’ombra del vento» sotto un ciliegio.

Senza semi.

Solo vento.

Fissa fissa sui cortili militari.

Con la gonna fioca.

«Corta corta!»

Mista mista pescanoce.

Mangi un cono gelato.

«Hai presente la stracciatella?»

Musica di grilli.

Di cicale.

Di zanzare.

Boomdabash, al centro commerciale.

«Sì lo so».

Non lo sai.

Che stavolta ti vengo a cercare.

Prenderti.

Mentre pensi alla notte, alle sue ombre.

E al futuro, e a tua sorella.

E non serve che ti arrivino i capelli fin sotto alla schiena.

Brindi.

Ridi.

Al futuro e alla citronella.

Con le zanzare che colorano il tuo volto.

Coi fiori appassiti dal ritorno.

Corri tra i panni stesi.

E le tagliole.

Scappi per il turno da scaffalista.

Reparto C.

Caramelle.

Mirtilli.

«Ferma!»

Ferma.

Dove vai?

C’è una lunga colazione sotto un ciliegio.

Un mandorlo.

Un giorno come tanti.

Che disegni un paio d’ali.

Un elicottero.

Una barchetta per scappare via.

La metti in frigo.

Dove vuoi.

Oggi come ieri.

Che adesso già lo sai.

Che adesso non lo sai.

Ma ti vengo a prendere ugualmente.

In colpevole ritardo.

Coi vestiti zuppi.

Con le solite scuse.

Con un paio di remi.

Che pensavi fosse un giorno come tanti.

«Così».

Coi piselli da riordinare.

«Con la luna che…».

Invece no.

Hai presente la stracciatella?

Hai sentito la citronella?

E allora eccoti.

Con la gonna pescanoce.

Quindi eccomi.

In divisa da lavoro.

Mentre parli ad un mucchio di sconosciuti.

Mentre fai a botte col giorno.

E finisce che ti spacca un labbro.

Quello superiore.

Qui.

Lungomare.

Torno torno infermeria.

Ti guardi allo specchio.

Nel crepitio di mortaletti.

«Hai un labbro che perde colore».

Non vuoi parlare.

Non ti va di dipingere.

Filiamo via.

Dalla festa.

Dal badadum cha-cha.

Che ti viene la brillante idea di farti una carbonara.

Alle quattro del mattino.

Guardati.

Guardami.

Apri il frigo.

Hai paura del buio?

«Forse stiamo correndo troppo».

Non lo so.

«E i soldi per la benzina?»

Intanto così.

Da non credere.

Della barchetta nessuna traccia.

Nicola Nucci

(COMMENTO AD INIZIO RACCONTO)

Nicola non scrive racconti e basta, fa canzoni in prosa. Nei suoi testi aleggiano sempre più citazioni di quante pensiate, sfido io a coglierle tutte. I suoi personaggi evocano, forse vivono, non lo sappiamo. La loro non è mai una fuga, ma una corsa. È il bello è non sapere non dove si va.